Rimini, 15 aprile 2017 - Gira ai compagni di scuola le foto a luci rosse dell’amica. Con il risultato che l’intero istituto mette alla gogna la ragazzina, costringendola a ritirarsi per la vergogna. Protagonista del feroce ‘tradimento’, una 15enne, residente nel Riminese, ora indagata per diffamazione continuata dal Tribunale dei minori di Bologna.

I fatti risalgono al gennaio scorso. La vittima e l’amica frequentano entambe su Facebook un ragazzo più grande. Lui non vive in provincia, e non l’hanno nemmeno mai visto in faccia. La prima, forse più sensibile al fascino del giovane in questione, cade nella trappola che lui le tende. Un ‘film’ visto centinaia di volte, perché quando lui le chiede di spogliarsi e assumere delle pose hard, la 15enne decide di accontentarlo.

Come la maggior parte dei ragazzi, pensa che il web non sia il mondo reale e con l’incoscenza dei suoi 15 anni, dopo essersi scattata immagini a luci rosse, gliele invia senza un pensiero al mondo. L’ultimo dei suoi pensieri è che lui le possa girare a qualcun’altro. Beata ingenuità. Perchè basta una litigata tra loro che lui si vendica nel modo peggiore e che a quanto pare è anche quello più in uso: invia quelle foto all’amica e compagna di scuola della ragazzina.

Questa entra a capofitto in quello che tutti i ragazzini continuano a considerare soltanto un gioco, e arrivata a scuola gira ai compagni quelle fotografie. Non pensando nemmeno per un momento alla portata di quello che avrebbe scatenato. Le immagini della vergogna si diffondono come la peste e in pochissimo tempo fanno il giro dell’istituto. Appena l’altra mette piede a scuola, le si abbatte addosso una tempesta di insulti, dileggi, umiliazioni e prese in giro. Nessuno le risparmia niente, così come da copione tra i giovani e la sua vita diventa un inferno.

Svergognata senza pietà, riesce a resistere per poco e alla fine di gennaio disperata si ritira da scuola. Quando i genitori della vittima , rappresentati dall’avvocato Massimiliano Orrù, vengono a sapere perché e chi, vanno dritti a presentare una denuncia contro la 15enne incosciente. Qualche giorno fa, le forze dell’ordine sono andate a perquisire l’appartamento dove vive con i genitori, e le hanno sequestrato il cellulare. Lei probabilmente si sta ancora chiedendo il perché.