Rimini, 14 gennaio 2018 - Sono usciti di sera per andare a far festa, in giro per locali a bere. Ma hanno lasciato, da solo, in casa il figlio di cinque anni, senza che nessun adulto lo sorvegliasse. La giovane coppia bielorussa, 27 anni lei, 24 il compagno, era arrivata in Italia per venire a trovare il fratello della ragazza che da tempo risiede nel Riminese. I due non si vedevano da tempo: lui si era trasferito in Riviera, dove si è fatto una nuova vita come cameriere e una famiglia, la sorella è rimasta nel paese natale con il compagno ed il figlioletto di cinque anni.

Un paio di giorni fa, i tre ragazzi hanno deciso di concedersi una serata in giro per i locali della Riviera. Un modo per festeggiare la riunione familiare. Dopo aver fatto addormentare il bambino, sono usciti, lasciandolo da solo nel lettino. In casa non c’era nessun adulto. I giovani, stando alla prima ricostruzione dei fatti, hanno girovagato da un locale all’altro, ma intorno alle 2,30 al confine tra Coriano e Riccione la loro Alfa è passata ad alta velocità proprio dove si era appena verificato un incidente, con un’auto capottata.

I carabinieri, intenti a eseguire i rilievi hanno visto arrivare, a tutta velocità, la macchina dei tre ragazzi. Uno militare si è messo davanti, con tanto di paletta, intimando l’alt per evitare un altro scontro. Solo all’ultimo secondo il conducente è riuscito, con una manovra di fortuna, a inchiodare l’auto, fermandosi a pochi millimetri dall’auto incidentata. Ma quando sono scesi dalla loro Alfa, invece di fornire i documenti, i tre hanno iniziato a insultare i carabinieri. Il conducente, il 26enne che ora vive in Italia, ha subito urlato di non essere lui alla guida della macchina.

«C’era mio cognato al volante», ha continuato a sbraitare. Poi tutti e tre, visibilmente sotto i fumi dell’alcol, hanno iniziato a prendere a calci pugni e spintoni i due carabinieri di pattuglia che stavano cercando di sottoporre il conducente all’alcoltest. Il giovane, infatti, era già stato pizzicato in passato alla guida di un’autovettura in stato di ebbrezza. Alla luce del loro comportamento i tre bielorussi (difesi dall’avvocato Stefano Caroli), sono stati arrestati per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Solo dopo è emerso l’ulteriore particolare: a casa, da solo, era rimasto il figlio di cinque anni della coppia. Per i due giovani genitori è scattata così anche la denuncia per abbandono di minore. I tre sono comparsi davanti al giudice per il processo per direttissima. «Al nostro Paese è normale lasciare i figli a casa da soli ed uscire la sera», si sono giustificati papà e mamma davanti al giudice, completamente esterrefatto. I tre hanno patteggiato un anno di reclusione con pena sospesa. Al conducente è stata ritirata la patente.