Rimini, 13 luglio 2017 - «Sono un’impiegata disoccupata, mi va bene qualsiasi lavoro. Per favore». «Ci serve aiuto in cucina, possiamo prenderti, ma non sarà facile, dietro ai fornelli c’è caldo cane e si deve stare in piedi parecchie ore». Il nostro viaggio alla ricerca di un impiego nel settore alberghiero è una faticaccia, compensata da una sorprendente solidarietà da parte dei titolari di hotel e pensioncine che cercano di trovarti qualcosa da fare, pur di non mandarti via con gli occhi lucidi.

Il tour comincia a Viserba, afa e caldo scompaiono entrando in un elegante hotel a tre stelle. Il livello è abbastanza alto, cercano personale specializzato, ma appena il titolare capisce che ha di fronte una persona in difficoltà economiche si attiva subito. A un suo amico basterebbe un dipendente alle prime armi per i servizi più umili. «Cocktail, caffè e cappuccini te li insegna a fare lui». Gli stipendi variano da 800 a 1.500 euro, a seconda delle ore, degli straordinari e del livello. Usciamo con una pacca sulla spalla.

Il tentativo successivo è in una pensioncina a una stella, ma lì hanno collaboratori fissi da 15 anni e comunque è a gestione familiare: «Ma lei non perda la speranza – rincuora la titolare - qualcosa si trova, mi lasci il numero, la faccio chiamare se sento qualcosa in giro». La solidarietà continua a essere il benvenuto negli alberghi, ma a Rivabella c’è anche chi alla richiesta di un contratto risponde che è tutto pieno. Facciamo un tentativo in un’altra pensioncina a San Giuliano Mare: qui cercano una persona che si occupi della lavastoviglie e pulisca la cucina. Faranno sapere entro sera perché hanno già speso una parola con un padre di famiglia che anche lui ha perso il lavoro.

A Marina centro gli hotel più lussuosi sono al completo, «ma lasci comunque il curriculum in caso ci fosse da fare qualche sostituzione per malattia». Ripeto che non ho esperienza, ma nessuno ti scarta a priori. Sempre nella stessa zona si scende di qualche stella. Un sorriso alla titolare non basta, alla domanda, la signora risponde all’unisono con il marito: «Anche noi cerchiamo lavoro». La risposta strappa un sorriso amaro a tutti, spiegano che i clienti sono sempre meno, si fermano solo per il weekend e la domenica ripartono subito. «Abbiamo anche tolto la cucina per risparmiare, così come hanno fatto molti altri hotel nelle vie interne».

Cartina alla mano si prosegue: Viserba, Viserbella, Rivabella e la centrale Marina. Si va verso Rivazzurra e Marebello, con l’ultimo tentativo. Alla reception c’è una romagnola gentile e comprensiva. «Ha letto l’annuncio? L’ho appena messo. Adesso per noi è un brutto momento perché è quasi ora di pranzo, ma se ha proprio fretta di trovare un impiego la faccio parlare con il cuoco, abbiamo urgenza di trovare. Le faccio il contratto, dovrà lavorare mezza giornata, dalle 17 alle 21 circa. Però il prossimo anno si svegli prima, qui si cerca da gennaio per la stagione».

Scendo in cucina, è caldissimo. Il cuoco capisce subito che ha a che fare con una persona senza esperienza. Lui rassicura: «Se non ti fa impressione ti insegno a pulire il pesce e a tagliare le verdure, oggi possiamo già fare la prova». Lavoro trovato. E non solo uno. C’è chi ti ha preso a cuore, perché un’ora dopo arriva un’altra chiamata. «Possiamo darti un lavoro come lavapiatti. Cominci da lì, poi vediamo».