Coriano (Rimini), 6 novembre 2017 - Impronte e telecamere. Su quelle stanno lavorando i carabinieri della Forestale, per cercare di individuare i responsabili della barbara uccisione del giovane lupo grigio, trovato sabato mattina appeso dentro la pensilina dell’autobus, alla fermata di Ospedaletto di Coriano. Ieri gli investigatori sono tornati sul posto per altri rilievi, ma le tracce più importanti sperano di recuperarle dai ganci in ferro con cui è stato appeso il povero animale, dove l’autore, o gli autori, potrebbero avere lasciato le loro impronte.

Ma i carabinieri, coordinati dal sostituto procurato, Davide Ercolani, che ha aperto un fascicolo per uccisione di animali, stanno anche visionando i filmati delle telecamere della zona. La macabra scena è stata allestita sicuramente durante la notte, probabilmente verso le tre-quattro del mattino, e non sono molte le auto che a quell’ora hanno transitato in quella zona.

E chi ha commesso quello scempio, protrebbe avere quindi le ore contate. Intanto il corpo del lupo è stato trasferito all’istituto zooprofilattico di Cesena, dove verrà effettuata l’autopsia. Da un primo esame sommario, risulta che la testa dell’animale era quasi spappolata, mentre il corpo era pieno di ferite, buchi che potrebbero far pensare a un forcone.

Qualcuno quindi l’ha catturato, seviziato e ucciso da qualche altra parte. Poi ha messo in atto il ‘disegno’, appendendo il lupo all’interno della pensilina. Uno spettacolo orribile, quello a cui si sono trovati di fronte gli studenti che sabato mattina sono andati a prendere l’autobus scolastico. Ma quello su cui ci si interroga è il perchè di quella che ha tutta l’aria di essere una provocazione o una sorta di avvertimento. A chi e per che cosa? Questo dovranno scoprirlo gli inquirenti che stanno battendo più di una pista.

Sull’atrocità commessa a Ospedaletto, intervengono anche le associazioni animaliste che annunciano un esposto. "L’uccisione del lupo – dicono Anpana e Wwf – oltre che un reato penale è un atto di feroce inciviltà e di vigliaccheria. Ma averlo appeso agonizzante a una pensilina dell’autobus, un luogo pubblico frequentato da ragazzi e bambini è anche un segnale mafioso da non sottovalutare, del tutto inedito per la nostra zona e la nostra cultura. Un atto di intimidazione alla società civile e alle istituzioni che hanno appena mantenuto il divieto di caccia al lupo. Espressione di una cultura arcaica e farcita di atavici pregiudizi antilupo".