Coriano (Rimini), 5 novembre 2017 - Lo hanno ucciso dopo averlo seviziato per ore. Poi lo hanno caricato su un mezzo arrivando alle porte della piccola frazione di Ospedaletto di Coriano, nel Riminese, dove hanno appeso il lupo per le zampe posteriori alla fermata dell’autobus (FOTO). Questa la scena raccapricciante che i primi testimoni, alcuni studenti, si sono trovati davanti agli occhi ieri mattina verso le 7. Un gesto ignobile che per gli inquirenti è stato pianificato. Potrebbe trattarsi di un messaggio i cui contorni andranno ora definiti con il procedere delle indagini. 

Ieri mattina sul posto sono subito giunti i carabinieri Forestali per i rilievi del caso. Ad ogni dettaglio e indizio raccolto cresceva lo sdegno e l’efferatezza del gesto. Stando alle prime verifiche, infatti, il lupo non è stato ucciso sul posto o investito nelle vicinanze. Al contrario ci si trova davanti ad uno scenario ben più macabro. «L’esemplare è stato catturato vivo e ucciso poche ore prima di essere portato sul posto, alla fermata del bus – spiega Aldo Terzi dei carabinieri Forestali –. Si tratta di un giovane lupo».

Gli ignoti avrebbero catturato vivo il lupo seviziandolo con una ferocia difficilmente descrivibile. Stando ai primi rilievi svolti sulla carcassa, il cranio risulta fracassato mentre i fori visibili sul corpo sarebbero compatibili con la violenza di un forcone. 

Dopo l’esecuzione la carcassa sarebbe stata caricata su un mezzo e portata in mezzo alle case, alla fermata della piccola frazione di Ospedaletto sfruttando il buio della notte. Gli inquirenti hanno preso visione dei filmati delle telecamere che ci sono in zona per cercare di ricostruire il viaggio degli aguzzini. Dai primi riscontri è possibile che l’esemplare sia stato portato e appeso alla pensilina verso le 4 del mattino.

Il sostituto procuratore Davide Ercolani ha aperto un fascicolo per uccisione di animali mentre la carcassa del lupo è stata portata a Cesena all’istituto zooprofilattico per gli esami. Chi indaga non esclude alcuna strada anche se l’ipotesi di un macabro gioco appare sterile. Probabile, invece, che si tratti di un gesto eclatante, un messaggio.

«Fatti simili – continua Terzi – in questa provincia non si erano mai visti. Casi ci sono stati in Toscana, Marche e anche a Parma, ma non qui. Per altro non abbiamo avuto proteste per la presenza di lupi in zona e in questo caso si tratta di esemplari singoli, non di branchi. Siamo davanti a un gesto dimostrativo». 

La speranza degli inquirenti è che si facciano avanti testimoni per aiutare le indagini. Quanto accaduto ha scosso la comunità corianese e ieri il sindaco Spinelli ha deciso di chiamare a raccolta le associazioni animaliste. «E’ un gesto di una violenza inaudita. Ho deciso di convocare già domani le associazioni animaliste per collaborare con le autorità. Allo stesso modo chiamerò l’associazione venatoria per su fatti del genere non voglio scontri, ma collaborazione da parte di tutti. Infine stiamo valutando come Comune la possibilità di costituirci parte civile». 

Il quel di Coriano non è la prima volta che viene ucciso un lupo. Era già capitato in due occasioni nei mesi scorsi, ma si trattava di investimenti. Sul territorio il lupo è presente ma non in branchi. Si tratterebbe, invece, di esemplari in dispersione, giovani lupi solitari. Da anni la Coldiretti denuncia attacchi di lupi agli allevamenti in provincia di Rimini, con danni ingenti per gli allevatori. «Tuttavia – spiega Giorgio Ricci di Coldiretti – nella zona di Coriano le denunce sono rare. L’ultima risale a un anno fa. Siamo davanti a un gesto assurdo e barbaro».