Rimini, 13 agosto 2017 - Bastano due minuti per diventare un ‘pollo’. Chiedere per conferma a Bojan, 36 anni, turista russo, spennato domenica scorsa da una batteria di pallinari in viale Vespucci. Lo incontriamo al tavolino di un bar di Marina centro, mentre sorseggia il suo aperitivo. Ora sorride, osservando un gruppo di campanellari che cucina a fuoco lento lo sprovveduto di turno, ma qualche giorno fa si sarebbe sotterrato dalla vergogna.

Scusi, ma come ha fatto a cascarci? E’ il trucco più vecchio del mondo.

«Non lo so. E’ successo tutto molto in fretta. Mi sono fatto prendere la mano. Non pensavo fosse una truffa. E invece...»

Invece l’hanno ripulita.

«Esatto».

Quanto ha perso?

«Cento euro. Più i 50 che mi hanno lasciato vincere con la prima puntata. In tutto fanno 150. Con quei soldi potevo pagarci due notti in albergo».

Il metodo è sempre lo stesso. Alcuni complici si fingono giocatori, invogliando i passanti a fermarsi. La vittima si illude, ma alla fine il banco vince sempre.

«È andata esattamente così. Non ho avuto il minimo sospetto. Mi sentivo come in tranche. Continuavo a tirare fuori banconote dal portafogli. È stata la mia fidanzata a portarmi via da lì: altrimenti credo che sarei andato avanti all’infinito».

Ha provato a farsi restituire il denaro?

«Quando sono tornato indietro, il ragazzo era già sparito. Solo in quel momento ho capito di essere stato raggirato».

E’ la prima volta che viene a Rimini?

«La seconda. Ma in passato non mi ero mai imbattuto in questo gioco».

Nemmeno in Russia?

«No. In Russia nessuno cerca di imbrogliare i turisti».

Ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine?

«Mi hanno detto che tanto non servirebbe a nulla. Ormai i soldi sono andati. I pallinari mi hanno rovinato le vacanze».