Rimini, 29 novembre 2017 - «Sono contento, contentissimo, ma non voglio più sentire parlare di questa storia, mai più». Secondo Gozzi, ultraottantenne residente a Poggio Torriana, è stato assolto ieri mattina dall’accusa di avere preso a fucilato tre agenti della Polizia muncipale. I colpi erano a salve, ma aveva creato un bel po’ di trambusto e alla sua veneranda età era finito alla sbarra con l’accusa di minaccia aggravata. L’anziano, difeso dagli avvocati Gian Paolo Colosimo e Roberto Landi, aveva sempre sostenuto di averli scambiati per ladri.

I fatti risalgono al 6 febbraio del 2015. E’ già sera quando i tre vigili, due uomini e una donna, vanno a bussare alla casa dell’anziana coppia che vive in una zona piuttosto isolata di Poggio Torriana. Sono lì per avvisarli dell’imminente ondata di maltempo che sta arrivando e del pericolo di esondazione, la loro casa è poco distante dal letto del fiume. Devono avvertire dell’allerta tutti quelli che vivono nella zona, ma se si aspettano che la coppia li ringrazi, si sbagliano di grosso. I due anziani si rifiutano di aprire la porta, anche quando gli agenti si qualificano, spiegando che sono lì per dare loro informazioni importanti. Niente da fare, non ci credono, l’esperienza che hanno avuto li ha resi giustamente diffidenti. Qualche anno prima si erano presentati a casa loro dei finti carabinieri e avevano cercato di portarsi via la pensione. Fuori è buio fitto e non c’è un’anima in giro, moglie e marito sono talmente convinti di avere a che fare con dei malintenzionati che lui non ci pensa due volte: corre a prendere uno dei suoi fucili da caccia, regolarmente detenuti e caricati a salve, e spara in aria dalla finestra.

Naturalmente succede il finimondo. I vigili ovviamente non sanno che l’arma è caricata a salve, e tempo cinque minuti la notte si ‘anima’ parecchio. La coppia è talmente convinta di avere a che fare con dei rapinatori che chiama i carabinieri, i quali si mettono alla ricerca dei fantomatici malviventi. Un piccolo pandemonio che si chiarisce soltanto dopo un bel po’ di ore. Resta però il fatto che l’anziano signore ha sparato contro le divise, e queste fanno partire una denuncia nei suoi confronti. L’80enne finisce dritto davanti al giudice, al quale l’uomo spiega le sue ragioni, quelle di un anziano già spaventato a morte che non si fida più di nessuno. Difficile dargli torto, e anche se la reazione è stata un po’ troppo ‘sonora’, lui credeva davvero di essere in pericolo. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e dieci mesi di carcere, ma il giudice ci ha messo una pietra sopra con un’assoluzione.