Miramare (Rimini), 14 novembre 2017 - Non volevano tanto riprendersi la madre scappata con un altro, quanto costringerla a restituire le società di famiglia che aveva intestate e impedirle di spendere altri soldi con il nuovo compagno. Questo, il retroscena dietro il sequestro di persona avvenuto sabato pomeriggio in un hotel di Miramare. In carcere sono finite tre persone, i due figli della donna, di cui uno minorenne, e un dipendente dell’azienda familiare. L’unico rimasto a casa, nel Varesotto è il marito della fuggiasca, un pregiudicato con tanto di sorveglianza speciale.

E’ nel primo pomeriggio di sabato che in viale D’Annunzio, una pattuglia dei carabinieri di Riccione si trova di fronte a una scena che ha dell’incredibile. Verso di loro sta arrivando a folle velocità una Mazda, ha lo sportello posteriore destro aperto e aggrappato c’è un uomo (che si scoprirà poi sta chiamando appunto il 112) che sta appeso a malapena. I militari bloccano subito l’auto: dentro, sul sedile posteriore c’è una donna stretta tra due giovani, al volante un altro uomo. I carabinieri intimano loro di scendere, ma questi si rifiutano, ma vengono a più miti consigli quando arriva una seconda pattuglia a dare manforte ai colleghi.

Sono circondati e a quel punto non possono fare altro che arrendersi. Gli investigatori ci mettono un po’ a ricostruire la storia e i ruoli: la donna è la madre dei due ragazzi, di 16 e 23 anni, l’uomo appeso allo sportello è il suo nuovo compagno, mentre il tizio alla guida è il dipendente dell’azienda di famiglia. Questo e i due ragazzi, sono venuti a riprendersi la donna, scappata a Rimini con il nuovo fidanzato, un keniano. La coppia è stata rintracciata grazie a un albergatore di Miramare, a cui i due non hanno pagato il conto. Avendo i documenti, questo ha chiamato in azienda, svelando così il loro nascondiglio.

Un quarto d’ora prima, i tre arrivati dal Varesotto hanno prelevato la signora nella hall dell’hotel e se la sono portata via, inseguiti dal keniano che ha letteralmente rischiato la pelle pur di salvarla. Il terzetto è stato arrestato per sequestro di persona aggravato in concorso. Quando al movente, pare che la madre di famiglia abbia piantato tutti in asso, filandosela con il nuovo amore, ma restando intastataria delle società di famiglia, e spendendo anche un sacco di soldi nella sua nuova vita.