Rimini, 10 agosto 2017 - Da Rimini alla Spagna, per farsi una nuova vita e tenersi lontano dai guai. Ma nei guai, alla fine, c’è finito lo stesso Gianluca Para, sorpreso a Perpignan, in Francia, con un furgone carico di droga. Avevano oltre 50 kg di hashish, lui e un giovane amico moldavo, S.V., quando sono stati fermati il 25 giugno scorso nella città francese vicino al confine con la Spagna. E l’imprenditore riminese sta già scontando in un carcere francese la pena (patteggiata) di due anni e mezzo inflittagli dal giudice.

E’ uno dei ragazzi della Rimini bene, Para. Imprenditore nome, di buona famiglia, il quarantunenne ha alle spalle un passato come gestore e collaboratore di famosi locali a Rimini. E’ stato per anni uno dei soci del Mucho Macho, e per un’estate ha gestito anche uno dei bar sulla spiaggia del Turquoise. Nel settembre del 2009 arrivano i primi guai con la droga, quando Para viene arrestato per spaccio da carabinieri e agenti del nucleo ambientale della polizia municipale, insieme a un amico titolare di un altro locale. Durante le perquisizioni in casa gli trovano alcuni grammi di hashish e cocaina, nonché 9mila euro in contanti.

A Para, all’epoca, era andata bene: difeso dall’avvocato Giuliano Renzi, il giovane imprenditore aveva spiegato al giudice che quella droga era solo per uso personale, «per combattere lo stress», e la vicenda per lui si era conclusa con una semplice segnalazione alla Prefettura come assuntore di droga. Niente a che vedere con quello che è successo in Francia, un mese e mezzo fa, quando l’hanno beccato con oltre 50 kg di droga. Para era con l’amico moldavo, erano partiti insieme dalla Spagna su un furgone. La polizia francese li ha fermati a Perpignan per un controllo, e i due sono stati immediatamente arrestati e portati in carcere. Para ha scelto di patteggiare, e sta già scontando la sua pena, mentre il moldavo (che è seguito in Italia dall’avvocato Matteo Casali) si è opposto alla condanna e ha fatto appello.

I familiari di Para sono già andati in Francia una volta, dopo l’arresto e la condanna, per visitarlo e parlare con i legali francesi che si occupano del suo caso. L’imprenditore potrebbe ottenere gli arresti domiciliari, ma anche in quel caso li dovrebbe scontare in Francia. Si stanno valutando tutte le possibili strade da percorrere. Nel frattempo Para resterà in cella, a scontare la sua pena. Una dura batosta per il giovane imprenditore, ricascato nel vizio della droga.