San Leo (Rimini), 3 dicembre 2017 - Un giovane di 30 anni, originario del Ravennate, è precipitato dalla rupe su cui sorge la Rocca di San Leo. È morto così, ieri pomeriggio, un operaio residente a Lugo.

La ragazza, imolese, che era con lui per una gita domenicale all’apparenza come tante altre, è stata portata all’ospedale di Novafeltria sotto choc. Continua a chiedere del fidanzato.


I due erano arrivati in Valmarecchia in mattinata. Subito una visita al celebre castello, poi un pranzo in una delle tante trattorie del paese che si snoda all’ombra delle gigantesche mura. Il trentenne non ha detto nulla che facesse intuire cosa poteva avere in mente, ha raccontato lei ai carabinieri della Compagnia di Novafeltria.

Finito di pranzare era stato il ragazzo a chiedere alla giovane se le andava di tornare alla rocca per vedere ancora il panorama. Così erano saliti di nuovo ed erano arrivati nei pressi della Torre nord, nel piazzale dei cannoni. C’erano alcuni turisti, poco distanti, che guardavano altrove. Non si sono accorti di quanto stava accadendo.
In quel punto dove si trovavano i due giovani, guardando la rocca, c’è una parete che va giù dritta per quasi cento metri.


Lei l’ha visto avvicinarsi al cancelletto che separa il baratro: «Stai attento, è pericoloso» gli ha gridato. Ed è stato in quel momento che il giovane si è lanciato nel vuoto, senza dire una parola e senza voltarsi.


Per recuperare il cadavere sono arrivati i vigili del fuoco da Rimini, con la Squadra del soccorso alpino fluviale specializzata nei recuperi, e da Novafeltria, mentre l’elicottero del 118 si alzava in volo. È stato proprio l’elicottero a individuare il corpo, e a dare indicazioni ai pompieri che hanno raggiunto a piedi la rocca sotto i torrioni