Rimini, 12 settembre 2017 - Giusto punire gli studenti indisciplinati e quelli che si comportano male verso gli altri ragazzi e i docenti. Ma il regolamento disciplinare adottato dall’istituto ‘Leonardo da Vinci-Belluzzi’ per questo nuovo anno scolastico, sta facendo storcere il naso a più di un genitore. Sì perché tra le infrazioni punibili c’è anche l’abbigliamento con cui ragazzi e ragazze si presenteranno d’ora in poi a lezione. E non si parla di piercing o tatuaggi in vista. Rischia il provvedimento disciplinare, una nota o addirittura un richiamo scritto - se si arriva a tre infrazioni - chi andrà a scuola con «un abbigliamento non consono all’ambiente scolastico». Che per la scuola si traduce in «pantaloni corti, jeans con i buchi e magliette stracciate, canotte, cappellini e berrette, ciabatte e infradito». Passi per i bermuda, le infradito e le ciabatte. «Ma i jeans strappati o le magliette stracciate oggi li portano in tanti, non solo i ragazzi», fa notare più di un genitore. E poi, si chiede una mamma di uno studente, «chi a scuola deciderà quanto indecoroso risulti il jeans che porta mio figlio?».

Il regolamento, va detto subito, non tratta solo l’abbigliamento. Si va dalle sanzioni per le assenze ingiustificate e per il ritardo nell’ingresso a scuola, a quelle per fatti più gravi come atti vandalici, falsificazioni di firme, insulti e atteggiamenti aggressivi contro gli altri studenti e il personale della scuola. Fra i comportamenti punibili con la sospensione da scuola (da decidere attraverso il consiglio di classe) c’è anche «la diffusione di immagini e conversazioni con dati personali altrui non autorizzate, tramite internet o scambi reciproci di messaggi». E non è un caso, perché nel 2016 al ‘Leonardo da Vinci-Belluzzi’ scoppiò un putiferio dopo che alcuni diffusero nella scuola dei volantini con un post scritto su Facebook dalla dirigente della scuola. La preside prese provvedimenti disciplinari contro i ragazzi sorpresi ad affiggere i volantini, e presentò una denuncia alla Polizia contro ignoti per il ‘furto’ delle frasi tratte dalla sua pagina Facebook. Come risposta, il 21 dicembre quasi 500 studenti della scuola sfilarono in strada per protesta. Alcuni, quel giorno, non entrarono in aula, mentre altri, dopo la manifestazione in strada, decisero di rientrare e fare lezione. Un episodio che ha evidentemente lasciato il segno, nella scuola. Ma la preside (ieri contattata più volte) per ora non commenta il regolamento.