Rimini, 27 settembre 2017 - Guerlin Butungu ha confessato. Lo ha fatto nel carcere di Villa Fastiggi di Pesaro, parlando per quasi tre ore davati al pubblico ministero e ha detto di essere pentito.

Il ventenne congolese è ritenuto il capo del branco che la notte del 26 agosto ha seminato il terrore sulla spiaggia di Rimini, rapinando e stuprando prima una turista polacca e poi riservando lo stesso feroce trattamento a una trans peruviana incontrata sulla Statale Adriatica all’altezza della discoteca Altromondo. Quattro giorni fa aveva anticipato di voler confessare tutto al magistrato.

Assistito dagli avvocati Mario Scarpa e Ilaria Perruzza, ha ammesso di aver violentato le due donne, di aver compiuto la rapina del 12 agosto ai danni di una coppia di Legnano con la tentata violenza nei confronti della ragazza, e di aver partecipato a un'altra rapina la stessa notte degli stupri. Dal carcere ha poi negato di essere il capo del branco. 

Nella sua prima versione dei fatti, Butungu aveva raccontato agli agenti, mentre gli infilavano le manette ai polsi, "Dormivo, non ho fatto nulla". "Ho cercato di evitare gli stupri, ho solo tenuto fermo il ragazzo polacco per evitare che gli altri tre lo massacrassero di botte", aveva, invece, poi spiegato al gip Vinicio Cantarini durante l’interrogatorio di garanzia. Ora arriva la confessione