Rimini, 10 novembre 2017 - Il capo branco condannato a 16 anni. Oggi in tribunale a Rimini si è svolto il processo per rito abbreviato nei confronti di Guerlin Butungu, il 20enne congolese accusato di avere violentato la giovane polacca e la transessuale peruviana nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorsi a Miramare.

Il pubblico ministero questa mattina aveva chiesto una condanna a 14 anni e due mesi per vari reati che vanno dalle violenze ai furti, compiuti anche nei confronti di altri turisti, nei giorni precedenti agli stupri di Miramare. In subordine, nel caso in cui la corte avesse riconosciuto la continuazione tra i reati contestati al congolese, il pm Stefano Celli avrebbe chiesto 12 anni e due mesi. L'udienza è stata poi aggiornata ed è proseguita nel pomeriggio con le altre parti civili, poi la parola è passata alla difesa del congolese. La sentenza è arrivata poco prima delle 19. Una condanna esemplare. 

I giudici hanno disposto anche una provvisionale di 30mila euro ciascuno per la turista polacca e la transessuale peruviana vittime dello stupro e di 20mila euro per l'amico della ragazza originario della Polonia picchiato in spiaggia. "Credo che una pena di 16 anni - ha detto l'avvocato Enrico Graziosi che difende, come parte civile, la donna peruviana - sia aderente alla gravità e alla crudeltà di quanto accaduto".

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Butungu, reo confesso, ha usufruito di uno sconto di un terzo di pena come previsto dal codice di procedura penale per i processi con la formula del rito abbreviato. Il 20enne congolese era stato arrestato insieme ad altri 3 minorenni (che saranno giudicati successivamente) ed è ritenuto da inquirenti ed investigatori il capo del branco che ha commesso le violenze.

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"Si tratta di una sentenza importante, che in primo luogo rende giustizia alle vittime di fatti gravissimi, commessi con inaudita efferatezza e violenza, e lesivi non solo delle persone ma della stessa 'dignità umana. E questo è l'aspetto principale: proprio per manifestare solidarietà e sostegno alle vittime del resto, la Regione ha deciso di costituirsi parte civile". Così il professor Vittorio Manes, difensore della Regione Emilia-Romagna, ha commentato la sentenza di condanna. Il giudice ha disposto il risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede in favore di tutte le parti civili e una provvisionale per la Regione di 10mila euro, più il pagamento di tremila euro di spese legali. La Regione si è costituita anche parte civile, ha spiegato Manes, "perché fatti come quello accaduto scuotono la collettività e frustrano l'impegno che la regione Emilia-Romagna da anni profonde, con politiche attuative concrete, contro la violenza di genere".

 

La cattura di Butungu (VIDEO)

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Il 17 ottobre scorso, davanti al tribunale si era svolta una manifestazione (VIDEOdegli attivisti del Movimento dalla parte delle donne e delle Vittime con tanto di striscioni con la scritta 'Giustizia per le vittime' urlando poi in aula "assassino, massimo della pena".