Rimini, 24 settembre 2017 - «Voglio parlare con il magistrato. Voglio raccontare tutto». Dal carcere di Pesaro, dove è ancora rinchiuso, Guerlin Butungu, il ventenne congolese ritenuto il capo del branco che la notte del 26 agosto ha seminato il terrore sulla spiaggia di Rimini, rapinando e stuprando prima una coppia di turisti polacchi e poi riservando lo stesso feroce trattamento a una trans peruviana incontrata sulla Statale Adriatica all’altezza della discoteca Altromondo, ha fatto sentire la sua voce.

Vuole parlare e svuotare il sacco, cambiando totalmente la posizione che aveva tenuto fin dal giorno del suo arresto, avvenuto il 3 settembre scorso. Una ‘conversione’, quella del congolese che potrebbe essere dettata da opportunità processuali e poter sperare così di usufruire delle attenuanti generiche. La Procura è intenzionata a chiedere per lui il giudizio immediato mentre lui potrebbe optare per il rito abbreviato con una riduzione della pena di un terzo.

«Dormivo, non ho fatto nulla», aveva raccontato agli agenti mentre gli infilavano le manette ai polsi. «Ho cercato di evitare gli stupri, ho solo tenuto fermo il ragazzo polacco per evitare che gli altri tre lo massacrassero di botte», aveva, invece, spiegato al gip Vinicio Cantarini durante l’interrogatorio di garanzia. Insomma, fin dall’arresto Butungu aveva scaricato tutte le colpe del duplice stupro del 26 agosto sugli altri componenti del branco, i due fratelli marocchini e il nigeriano di sedici anni.

Guerlin Butungu, congolese di 20 anni

Adesso, invece, la svolta. Assistito dall’avvocato Ilaria Perruzza, il richiedente asilo congolese ha deciso di cambiare strategia e raccontare ciò che sa e ciò che ha fatto. Primi fra tutti i due stupri. Stando alle pochissime informazioni trapelate, il congolese sarebbe pronto a confessare gli stupri della folle notte del 26 agosto, ma anche la rapina, compiuta, sempre in quella data, ai danni di due giovani turisti bolognesi che il branco aveva aggredito all’altezza del bagno 20, portando via loro cellulare e denaro prima delle violenze di gruppo.

Butungu sarebbe anche pronto a dichiararsi colpevole dell’altra aggressione, quella del 12 agosto, contro la coppia di Legnano. Anche in quell’occasione la donna venne aggredita sessualmente, solo per miracolo riuscì a sfuggire allo stupro vero e proprio. Ma gli inquirenti sono convinti che il capo del branco voglia parlare anche di altri episodi, ancora non conosciuti dagli stessi investigatori. La prossima settimana, comunque, il pm e gli inquirenti si recheranno in carcere dal congolese per ascoltare la sua nuova versione dei fatti.

image