Rimini, 7 agosto 2017 - Fermato e poi rapinato da un uomo che si spaccia per carabiniere e che con l’auto gli ha tagliato la strada costringendolo ad arrestarsi, dalle parti di via Varisco, vicino alla caserma dei vigili del fuoco. Il fatto si è consumato la scorsa settimana, tra venerdì e sabato, all’una di notte.

Quel tizio è sceso dall’auto, credo fosse una Lancia Y chiara – racconta il malcapitato, un professionista 45enne in vacanza in riviera– io ho aperto il finestrino chiedendo cosa volesse. Lui mi ha puntato una torcia in faccia, mi ha afferrato un orecchio dicendo che era un carabiniere, ma senza mostrarmi il tesserino. «Poi all’improvviso ha cominciato a darmi del drogato, dell’ubriaco, dicendo ‘cosa ci fai in mezzo ai trans, adesso ti metto a posto io, sono un carabiniere dell’antidroga’». «Io ho capito subito che qualcosa non tornava – continua il professionista, che ha sporto denuncia ai militari di Cervia, dove si trova in vacanza – perché i carabinieri non si comportano così, perché girano in coppia e per tanti particolari. Ma non sapevo chi avevo di fronte, e cercavo di limitare i danni, ero davvero molto spaventato». A un certo punto il malvivente ha chiesto all’automobilista ‘patente e libretto’. Questi a sua volta gli ha chiesto di poter vedere il tesserino da carabiniere. Ma per tutta risposta si è beccato alcuni schiaffi in testa e sul viso. Urlando: ‘Drogato, brutto maiale, puzzi di vino, fai schifo. Ti faccio un tampone per la droga e lo mando a analizzare’.

A quel punto è andato alla sua auto e ha prelevato qualcosa. «Mi ha passato sulla bocca un foglio tipo scottex – continua il rapinato – il presunto tampone. E mi ha chiesto ancora i documenti. Io ho detto che glieli davo, ma ho fatto scivolare circa 300 euro che avevo dentro tra i due sedili. Lasciandone dentro solo un’ottantina. Lui ha detto: ‘Non me ne frega niente dei tuoi soldi, ti rovino la vita perché sei drogato e vai a trans’. E me ne ha portato via un’ottantina, forse cento, che erano nel portafogli. Io ho detto che avevo visto la sua targa. Lui ha alzato i portello posteriore». «A quel punto mi sono fatto coraggio e ho chiamato al telefono le forze dell’ordine, l’uomo ha cercato di strapparmi di mano il cellulare. Poi è scappato, urlandomi dietro ‘i soldi li prendo perché non ti denuncio e corro dei rischi’. Quello era un vero pazzo. Era sui 40-45 anni, non aveva un accento particolare e i capelli corti scuri, ma sicuramente saprei riconoscerlo.