Rimini, 5 febbraio 2015 - Facebook colpisce ancora. E’ sul web ormai che si consumano scherzacci, bullismo e vendette, e l’ultima è quella fatta da una giovane donna a una collega di lavoro. La quale, qualche giorno fa, guardando sulla bacheca dell’altra scopre che la sua faccia è stata sovrapposta alla testa di una gallina. Il corpo è quello del simpatico animale da cortile, ma la testa è innegabilmente la sua.

Un’immagine che stanno guardando decine di persone che se la stanno ridendo alle sue spalle. Quando sapesse della ‘considerazione’ che la collega avesse per lei non è chiaro, ma con quella foto che le dà inequivocabilmente della gallina, ogni dubbio viene spazzato via. Se si tratti di uno scherzo di cattivo gusto o di una vendetta tra donne che non si sopportano non si sa, quel che è certo è che la vittima del fotomontaggio non ha gradito per niente la neanche tanto velata allusione.

Al punto che è andata dritta alla Polizia postale di Rimini per denunciare la ‘burlona’ che è stata denunciata per diffamazione reale. Dai primi accertamenti fatti dagli investigatori, sembra però che all’origine di tutto ci sia una rivalità sentimentale, il solito uomo conteso che trasforma due donne in altrettante virago.

Sono ormai quotidiane le denunce che arrivano alla Postale per gli insulti che viaggiano sulle bacheche di Facebook. Giovani, e ora anche meno giovani, che insultano, stigmatizzano e prendono in giro nemici, compagni di scuola o rivali, convinti di parlare con la mamma. Scrivono di tutto, senza pensare nè rendersi conto che è come insultare la gente da un pulpito, e che per la legge è un reato punito anche piuttosto severamente.