Rimini, 16 maggio 2017 - Mail bombing di turisti no vax sugli alberghi di Rimini. Da giorni le caselle di posta elettronica dell’Associazione albergatori e di varie strutture ricettive sono bombardate da lettere di questo tenore: «Buongiorno, ho letto del divieto all’accesso per bambini non vaccinati nel comune di Rimini. Nelle coste romagnole ho passato le vacanze più belle della mia vita. Quest’anno però a causa di tale divieto mi vedo costretto a rivolgermi altrove». Risposta lampo della presidente Patrizia Rinaldis: «La notizia che mi riporta non è corretta, l’obbligo riguarda solo l’ingresso negli asili nido e scuole materne, scelta di molti comuni italiani. In albergo e qualsiasi altro luogo pubblico nessuno potrà mai chiederle tale informazione, che oltre a essere un dato sensibile resta nelle inviolabili decisioni di ognuno. Prenoti tranquillamente la sua vacanza».

«Missive di questo tipo stanno arrivando a ripetizione – spiega Rinaldis – sia alla nostra associazione che direttamente a parecchi associati. Si fondano su un presupposto assurdo, da apparire francamente strumentali, quasi fossero una campagna orchestra. Non esiste che un albergatore chieda conto a degli ospiti di quali e quanti vaccini abbiamo fatto loro o i loro figli. Sarebbe violazione della privacy». «Al contrario – continua –, capita che ci siano famiglie con bimbi che, pur di non rinunciare alle vacanze, arrivino coi bimbi influenzati, qualcuno persino con la varicella. Ma non possiamo certo rimandarli al mittente». Questa un’altra email ricevuta dagli albergatori: «Buongiorno, ho effettuato la prenotazione delle vacanze a Rimini ma ho letto del nuovo obbligo delle vaccinazioni in fascia 0-3 anni per tutti i centri ludici pubblici e privati per bambini. Provenendo dal Veneto dove vige libertà vaccinale volevo gentilmente sapere se dovevo disdire essendo mio figlio non vaccinato».

C’è chi allarga il tiro: «Mi chiamo Simona, e sono una mamma», attacca una signora. Ed elenca gli stati europei senza vaccinazione obbligatoria. Tra gli altri, Germania e Austria: l’area tedesca è il principale bacino di utenza turistica estera per la riviera. «A questo punto entrate in gioco voi albergatori – scrive Simona – perché se i nostri figli non possono andare a scuola allora le persone che vengono da questi paesi che hanno figli al seguito (fascia 0 - 16 anni) non potranno entrare nei vostri alberghi, piscine, ristoranti con spazio gioco, stabilimenti balneari con giochi, ludoteche e cosi via». Il riferimento a spazi pubblico c’è anche nel ricorso al Tar sui vaccini obbligatori fatto da 22 famiglie di Rimini e sostenuto dal Codacons (la sentenza attesa il 4 aprile è slittata a giugno); dove si chiede, tra l’altro, di far chiarezza «su quali siano i servizi ricreativi che devono sottostare alla legge regionale». I ricorrenti tiravano in ballo anche «ristoranti, hotel, ludoteche, gongfiabili». In questo clima non stupisce la richiesta finale rivolta all’Aia di stringere una sorta di ‘santa allenza’ contro l’obbligo vaccinale: «Vi prego di farvi sentire e far valere i vostri diritti, l’Italia è un paese che vive di turismo... Abbiamo bisogno anche di voi per alzare la voce e farli fermare». L’assessore alle Attività economiche, Jamil Sadegholvaad, bolla come «incredibile» il mail bombing dei turisti no vax. «Una castronieria, il vaccino ai bimbi non è certo un requisito per gli alberghi, che non sono asili nido».

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La Regione oggi è stata costretta a smentire la falsa notizia circolata sull'obbligo dei vaccini negli alberghi della riviera, per evitare danni alla stagione estiva alle porte. "I bambini sono i benvenuti nella Riviera romagnola, da sempre. Anche se non vaccinati", fanno sapere da viale Aldo Moro. "Si tratta di una notizia che sta circolando, ma che è totalmente falsa, priva di fondamento", sottolineano gli assessori regionali alla Sanità Sergio Venturi e al Turismo Andrea Corsini. "È davvero grave che qualcuno possa speculare su un tema così importante come quello della salute, diffondendo 'informazioni' ingannevoli, che possono generare preoccupazione, paura e anche danni economici agli operatori del settore". Evidentemente la 'bufala' trae spunto dalla legge regionale che obbliga i genitori a vaccinare i loro figli per poterli iscrivere ai nidi. "La legge regionale sul tema vaccini che abbiamo introdotto - chiariscono i due assessori - e di cui, lo ribadiamo, siamo molto orgogliosi perché ha fatto da apripista a livello nazionale, è chiara, e non può essere in alcun modo male interpretata: l'obbligo vaccinale riguarda solo l'iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi riservati ai bambini, tra l'altro a partire dall'anno scolastico 2017-2018".