Rimini, 8 settembre 2017 - Un viaggio a Cuba e al rientro si accorge di non stare bene: ha contratto il virus Zika.Un riminese di 32 anni è ricoverato nel reparto Malattie infettive e sta rispondendo in maniera positiva alla terapia medica.

L’uomo ha fatto la vacanza da solo quindi non si sono altri familiari coinvolti nella patologia ma, come esige il protocollo è iniziato il trattamento straordinario di disinfestazione in un’area di cento metri dall’abitazione dell’uomo, secondo quanto previsto dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle malattie che si trasmettono con la puntura di zanzare. Nelle proprietà private della zona interessata i tecnici dell’Ausl hanno proceduto con una serie di interventi capillari porta a porta, con trattamenti di disinfezione della vegetazione, trattamenti larvicidi di tombini e caditoie e rimozione dei potenziali focolai di sviluppo delle larve di zanzara eliminando tutti i contenitori in grado di raccogliere acqua.

Contestualmente è stato effettuato un trattamento antilarvale in tutti i tombini che si trovano sul suolo pubblico. Se per quanto riguarda le aree pubbliche saranno eseguiti trattamenti sul verde lungo le strade per abbattere le eventuali zanzare adulte presenti, da ripetere per tre giorni consecutivi in orario notturno. Tutto per eliminare qualsiasi rischio, anche se di tipo estremamente remoto, di trasmissione della malattia.

L’infezione da virus Zika può presentarsi anche senza sintomi e nei casi in cui compaiono manifestazioni si tratta, normalmente, di una malattia lieve e di breve durata, che si manifesta con febbre, eritema cutaneo, dolori articolari e muscolari. Raramente si possono avere complicanze neurologiche, i problemi può gravi possono invece presentarsi se a contrarla è una donna in gravidanza. In questo stato, infatti, se contratta l’infezione potrebbe causare una malformazione fetale che genera una gravissima microcefalia.

Il virus Zika è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1947 sulle scimmie della foresta Zika, vicino al lago Victoria. Il primo caso di infezione nell’uomo risale al 1968 in Nigeria e dal 1968 al 2007 si sono registrati casi di infezione umana solamente nell’Africa centrale e nel Sud Est asiatico. La prima epidemia (nel 2007) sull’isola di Yap (Micronesia). A partire dal 2013, focolai nelle isole del Pacifico e quello che diventerà molto più esteso e preoccupante in Brasile, ma anche in Colombia, Suriname, El Salvador e Guatemala, Capo Verde, Isole Figi, lVanuatu, isole Samoa, Nuova Caledonia, isole Salomone e Indonesia. Casi sporadici si sono registrati negli Stati Uniti ma anche, appunto, in Italia ‘importanti’ da viaggi in zone a rischio.