Rimini, 18 maggio 2017 - A Sigismondo Pandolfo Malatesta, personaggio tra i più importanti del Rinascimento, festeggiato quest’anno per il 600esimo della nascita, sono dedicati due saggi nel nuovo numero 106 di ‘Romagna arte e storia’ (Panozzo editore), rivista di cultura fondata nel 1980 e diretta da Ferruccio Farina. Al Malatesta signore di Rimini dal 1432 al 1468, condottiero di gran rango e protettore delle arti tra i più brillanti dell’Umanesimo nascente, va il merito di aver dato alla città di quei tempi un ruolo da protagonista sulla scena italiana.

A far luce sulle sue doti di condottiero e di principe illuminato è lo storico riminese Ferruccio Farina nel suo saggio ‘Un Papa per nemico’ che prende in esame la corrispondenza tra Sigismondo e l’intellettuale umanista Francesco Filelfo. Dalle quindici lettere, in gran parte sconosciute, oltre all’amicizia tra i due, si legge la feroce avversione di Pio II nei loro confronti, ma soprattutto verso Sigismondo, al punto da riuscire a determinarne la caduta. Emerge una storia di conflitti, di persecuzioni e di invidie che si snoda a partire da versi poetici che plaudono alla morte del papa, annotati in un codice della Commedia Dantesca appartenuto a Sigismondo.

L’altro contributo dedicato al Signore di Rimini è dello storico Cristoforo Buscarini che si concentra sui legami e sui conflitti del Malatesta con San Marino e sui rapporti di potere tra le autonomie della Repubblica e il papato. Si passa invece dal potere alla tavola in un saggio di Oreste Delucca, che tenta di dar risposta alla domanda: «A Rimini si mangiava la piada nel Quattrocento e nel Cinquecento?». A chiudere la pubblicazione sono gli interventi di Iacopo Benincampi su una chiesa ravennate, quello di Fabio Fraternali sulla figura di Angelo Antimi, decorato da Napoleone e, infine, il testo di Claudio Riva sui cognomi dati ai trovatelli nell’Ottocento. Pagine di storia e di arte, che fanno luce sulla cultura e sui grandi personaggi della Romagna.