San Marino, 11 maggio 2017 - Un'iniezione di liquidità. Un tiepidissimo raggio di sole dopo la tempesta che sul Titano ha travolto Asset Banca. A due giorni dal blocco dei pagamenti dell’istituto di credito commissariato, la Banca Centrale di San Marino ha fornito liquidità «per facilitare i suoi impegni nei confronti della clientela». Si tratta di 4,8 milioni di euro, iniettati nelle casse di Asset grazie alla cessione a Bcsm di un mutuo che nel 2015 Asset aveva concesso allo Stato. Soldi utili per consentire agli spaventatissimi correntisti il prelievo nei prossimi giorni di denaro fino alla soglia concessa, non ancora comunicata da Bcsm. «Per promuovere la stabilità finanziaria, la trasparenza e la legalità – motivano in maniera stringata da Banca Centrale – la vigilanza di Bcsm sta collaborando con Asset Banca e tutte le parti coinvolte in modo da assicurare una operatività finanziaria ordinata e superare le difficoltà finanziarie». Intanto, gli azionisti di Asset si fanno sentire annunciando l’avvio di azioni risarcitorie «verso chi – fa sapere il comitato – questo dissesto finanziario lo ha creato: il coordinamento della vigilanza, il primo commissario provvisorio e coloro i quali hanno generato nella banca un danno irreversibile, ossia la perdita di fiducia dei propri clienti». Secondo gli azionisti i numeri parlano chiaro. 

«Asset, prima del provvedimento Sommella, aveva oltre 456 milioni di raccolta complessiva – chiariscono –: oggi, dopo i due commissariamenti disposti in sequenza, sfiora a malapena i 397 milioni. Sono stati persi, in poco più di 75 giorni, quasi 60 milioni».

"Asset Banca ha bloccato i conti e sono rimasto fermo in un hotel sloveno"

«Una tragedia annunciata, un vero e proprio bollettino di guerra», tuonano dalla minoranza Democrazia cristiana e Partito dei socialisti e dei democratici. «Un provvedimento per assicurare al commissario e al comitato di sorveglianza la possibilità di mettere in atto una gestione ordinata e efficace delle fasi conclusive delle procedure di amministrazione straordinaria», ribatte il segretario di Stato alle Finanze, Simone Celli. In mezzo ci sono i correntisti, i piccoli risparmatori che ancora una volta finiscono per essere coinvolti in qualcosa più grande di loro. Centinaia di risparmiatori nelle ultime ore si sono rivolti all’Asdico. 

«Tra i tanti casi denunciati – raccontano dall’Associazione sammarinese dei consumatori – portiamo come esempio concreto la situazione di un dipendente che si è fatto anticipare dal proprio datore di lavoro un acconto di 350 euro sullo stipendio, per far fronte ad immediate necessità familiari, e che si è visto falcidiare questo necessario supporto economico dal ‘taglione’ conseguente il blocco dei pagamenti di Asset». 
In fin dei conti, nella Repubblica di San Marino, di banche che hanno fatto crac si parla da anni. Basti pensare che in un decennio sul Titano il numero degli istituti è dimezzato. 

Senza dimenticare il problema dei fondi pensione investiti nelle banche sammarinesi e quindi in Asset, sul quale ‘batte’ forte la Centrale sindacale unitaria. «Le garanzie indicate dal governo – attacca il sindacato del Titano – non sono assolutamente adeguate e sufficienti per tutelare realmente i 31 milioni di euro di fondi pensione in Asset Banca, risorse che appartengono ai lavoratori e ai pensionati». 

Intanto ieri pomeriggio i correntisti, una cinquantina circa, si sono ritrovati in via del Voltone davanti alla sede di Banca Centrale per un sit in di protesta. Un altro modo per ‘ribellarsi’ allo stop dei pagamenti.