Rimini, 9 gennaio 2016 - Il Demanio dice ‘no’ allo Ies: chiuso lo storico distributore di Miramare. Rimini da qualche giorno è ‘orfana’ di una delle sue pompe di carburante più economiche. Forse la numero uno per convenienza (va a periodi). Fine attività il 31 dicembre per la stazione Ies di Miramare, a due passi dal Talassoterapico. Lo annuncia alla vasta clientela uno sconsolato cartello. Motivo della ‘serrata’: la mancata proroga della concessione demaniale, da parte del demanio marittimo, titolare del frustolo di terreno che da anni ospitava il distributore.

Proroga che invece viene di fatto concessa da vari anni a centinaia di operatori balneari e ai titolari di altre attività, dalla ristorazione ai circolo nautici e velici ai centri sportivi. Massimo Angelini, il titolare che si occupava dei rifornimenti di carburante, e sua moglie Marina Giovagnoli, che curava l’annesso bar tavola calda, sono le prime vittime della direttiva europea Bolkestein (in verità non se la passano tanto bene neppure i commercianti ambulanti, che il 30 dicembre si sono visti bloccare dal decreto Milleproroghe le procedure di riassegnazione delle 1.730 licenze avviate dal Comune di Rimini, con rinvio della partita al 31 dicembre 2018).

«Eravamo in terreno demaniale – attacca Angelini – e siamo stati i primi a pagare per la confusione che regna sulle concessioni demaniali. Chi aveva, come noi, il contratto in scadenza, non ha ottenuto il rinnovo». La stazione Ies aveva la concessione scaduta già il 31 dicembre 2015. In quel caso la società (Ies Italiana spa, con sede a Mantova) aveva ottenuto un anno di proroga. «Quando siamo andati a rinnovare di nuovo la licenza – continua Angelini – ci hanno detto di no. Il terreno è demaniale marittimo, ma pare che non essendo stabilimento balneare, non ci sia niente da fare». Bocciato dal tar, il tribunale amministrativo regionale, il ricorso presentato dalla Ies spa. L’abbiamo saputo solo a ottobre». Inutili i tentatvi di spostare l’attività in un’altra area.

«Abbiamo chiesto al Comune – afferma Angelini – se poteva mettere a disposizione un terreno pubblico, niente da fare». A quel punto Ies Italiana ha deciso di smantellare tutto. Per il momento è stata chiusa l’attività. Ora arriva l’onere di demolire e smaltire l’impianto. «Per ora siamo a spasso – prosegono i titolari –, ma stiamo cercando sempre in questo settore. Sino ad oggi i tentativi nel Riminese non hanno dato risultati. Nel settore ci dicono tutti che faranno dei self servizi senza gestori. Per noi sarà difficile restare in zona. Ho paura che dovremo spostarci in un’altra provincia. Ci risulta che a Rimini arriveranno altri sfratti per alcuni distributori che sono in zona demaniale marittima».

Dove c’era lo Ies restano bandelle rosse e un cartello: ‘Lo staff del distributore Ies ringrazia tutta la gentile clientela e comunica... la cessata attività’. Segue un numero di cellulare: «Ci dispiace ‘abbandonare’ i clienti senza preavviso, così spieghiamo a tutti al telefono cos’è successo», conclude Angelini.