Rimini, 3 aprile 2017 - In fuga dalla stazione di Rimini. L’ultima attività a chiudere i battenti è stata la parafarmacia, che ha salutato i clienti i primi giorni di marzo. Sulle vetrine di tanti locali sono affissi i cartelli ‘affittasi’, ma i canoni non sono a portata di tutte le tasche e il caro affitti continua a mordere in tempi di crisi. E così piazzale Cesare Battisti è ben lontano dall’idea della società Centostazioni, di proprietà delle ferrovie dello Stato, ovvero quella di creare un piccolo centro commerciale, un punto di riferimento per tutti, e non solo per chi parte o torna da un viaggio. A resistere ci sono la libreria Mondadori, l’agenzia viaggi, tre bar e la sala delle slot machine. Ad anticipare la chiusura della parafarmacia sono stati invece il punto di ristorazione che ‘sfornava’ tigelle e la Coop che aveva un’entrata anche sul lato binari. Ci sono dei locali mai affittati e altri che sono stati svuotati.

Accanto all’agenzia viaggi un tempo c’erano gli uffici di Start Romagna, oggi raggruppati in via Clementini, e proprio in quello spazio si vorrebbe spostare il titolare dell’edicola, che si trova invece nella zona sui binari. Una posizione abbastanza scomoda per i viaggiatori, perché rimane a qualche metro dal sottopassaggio, e chi prende un treno di fretta non ha il tempo di tornare indietro per comprare giornali e riviste.

«E’ da un anno che abbiamo fatto richiesta di potere spostare l’edicola accanto all’agenzia viaggi, avvicinandoci così alla biglietteria – afferma un dipendente dell’esercizio commerciale – ora abbiamo avuto risposta positiva, ma adesso la Soprintendenza Belle arti di Ravenna, che supervisiona la stazione, ci ha chiesto 120 giorni per valutare la pratica. Un periodo di tempo incompatibile con il lavoro, abbiamo fatto una domanda di affitto e invece continuiamo a perdere le stagioni turistiche».

Il problema è anche il passaggio.«Non siamo in un punto strategico, chiudiamo infatti alle 13, non vale la pena tenere aperto il pomeriggio. Senza contare il degrado, qui la notte molte persone fanno i bisogni intorno all’edicola, quando la mattina apriamo è uno schifo. Il negozio all’interno della stazione ci aiuterebbe a incrementare le vendite. Ma non ci permettono di lavorare».