Il 70% delle spese è coperto dagli sponsor, gli stand costano 300 euro al metro quadro. Maresi, responsabile dell'ufficio commerciale: "Arrivano anche donazioni: gente che porta assegni da centinaia di euro"
Rimini, 24 agosto 2008 - ORE 11,15, il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, celebra la messa d’apertura. Eccolo, è il Meeting (titolo: O protagonisti o nessuno): un carrozzone che stavolta costa dieci milioni di euro. «La cifra più alta raggiunta dalla nostra manifestazione» spiega il direttore , Sandro Ricci.
Alla vigilia del via siamo andati a spulciare fra le cifre del bilancio della kermesse ciellina e ci ha aiutati in questo viaggio il responsabile dell’ufficio commerciale, Marco Maresi, un riminese 39enne che dal 1995 si ingegna per far sì che i conti del Meeting tornino. «E in genere tornano sempre — spiega lui — il nostro obiettivo è il pareggio».
Detto che verranno spesi 10 milioni (1 milione e rotti in più dello scorso anno: pesa soprattutto l’allestimento esterno della mostra Exempla),va aggiunto che nelle spese è compreso tutto, ma proprio tutto: dagli stipendi ai dipendenti fissi del Meeting (una quindicina) alle spese di affitto della Fiera di Rimini (alcune centinaia di migliaia di euro) ai costi di allestimento. I relatori (quest’anno al Meeting parleranno 333 persone) non ricevono gettoni di presenza.
Ma come si recuperano tutti questi soldi? «Al momento — spiega Maresi — oltre il 70 per cento delle spese è già coperto: circa 7 milioni arrivano dalle sponsorizzazioni e dai proventi commerciali. Abbiamo tre sponsor principali (pagano in totale oltre un milione; ndr), 19 sponsor ufficiali e circa 200 aziende sponsor».
I 168MILA metri quadri a disposizione del Meeting nella Fiera, vengono affittati a un prezzo che può variare dai 5mila euro (per il box più piccolo da 16metri quadri) agli oltre 300mila euro (250 metri quadri). Per richieste specifiche e particolari, il costo a metro quadro è di 300 euro. «Negli ultimi tempi — aggiunge Maresi — va di moda anche sponsorizzare gli incontri, e queste sono altre forme di entrata. Certe aziende creano anche dei veri e propri villaggi personalizzati all’interno della struttura».
FATTI I CONTI, per pareggiare il bilancio mancano ancora ben più di 2milioni. E quelli come si incassano, visto che l’ingresso non si paga? Maresi e il Meeting se li devono conquistare, da oggi. «L’incasso degli spettacoli è di circa l’1 per cento, quindi una cifra irrisoria. Arriva molto di più dalla tradizionale lotteria del Meeting (si raccolgono qualche centinaia di migliaia di euro) dal merchandising e dalla ristorazione». Il Meeting può fornire 20mila pasti al giorno; i gestori dei ristoranti garantiscono cibo e personale qualificato, Cl ci mette i volontari.
Si prevede di incassare circa 1 milione e 300mila euro. Il 30 per cento degli utili finisce al Meeting. La voce ristorazione — nel registro dei ricavi — è comunque al secondo posto dopo quella delle sponsorizzazioni. «Poi — racconta Maresi — arrivano anche donazioni improvvise, impreviste e gradite. Persone che si presentano al nostro ufficio commerciale, hanno gradito ciò che hanno visto e staccano un assegno. Non milionario, intendiamoci, ma di qualche centinaio di euro sì». Alla fine sono migliaia e migliaia di euro.
di Massimo Pandolfi