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Speciale Meeting2008

MEETING DI RIMINI

"Perché, da ciellino, voto Pd"

Babbi (Apt): "Caso raro? No, qui a tanti piacciono Bersani e Letta. Non abbiamo indicazioni rigide. Confesso, Berlusconi non mi piace"

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Andrea Babbi con Enrico Letta Rimini, 29 agosto 2008 - DICIAMOLO, è una mosca bianca. "Sono ciellino da sempre, ma ho votato Pd". Andrea Babbi, 46 anni, è amministratore delegato dell’Apt Emilia Romagna e presidente del Comitato locale Unicredito. Cresciuto alla scuola economica di Fabio Gobbo, per 20 anni all’Ascom e alla Confcommercio (con Guazzaloca), vecchia scuola Dc (con Sanese), non tifa per Berlusconi come — si dice da sempre — farebbero un po’ tutti gli aderenti a Comunione e Liberazione. Babbi sta dall’altra parte.

Ma quanti siete?
"Forse il 10 per cento. Venti al massimo, in qualche zona".

Berlusconi non le piace?
"Berlusconi non mi piace. Dal giorno in cui fece il famoso discorso di Casalecchio: mi è parso allora — e mi pare oggi — opportunista, poco sincero, populista".

Ma i suoi amici del Meeting continuano a votarlo.
"Ma Cl non ha mai dato indicazioni così rigide di voto. Siamo sempre stati liberi".

La Compagnia delle Opere, braccio economico di Cl, però le indicazioni le ha date. Anche a livello ufficiale…
"Io non sono iscritto alla Cdo, anche se stimo e apprezzo il tentativo creato da Vittadini, e ora portato avanti da Scholz, di aiutare e sostenere gli imprenditori in una compagnia, dentro la dottrina sociale cristiana".

Cdo a parte, anche Cl dei consigli più o meno utili per il voto lì dà, sia sincero…
"Magari sì, orientando però verso le persone più che verso i partiti. E comunque, noi che non votiamo Berlusconi non siamo certo andati a confessarci dopo il voto…".

Lei lavora in stretto contatto con il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, scuola Pci, e con l’assessore regionale al Turismo Guido Pasi, scuola Rifondazione. I ‘rossi’ con cui Cl non si è mai capita: anzi, anni fa volavano pietre…
"Guardi, ce l’ha detto anche Bagnasco all’inaugurazione del Meeting: i cristiani hanno il dovere di impegnarsi nella cosa pubblica. A me è stato chiesto di gestire dieci milioni di euro all’anno per il turismo della mia regione, lo faccio con entusiasmo e le giuro che in questi due anni non c’è stata una-volta-una in cui ho dovuto rinunciare al mio volto e alla mia storia cattolica. Il mio rapporto con Errani è nato nel 1977, proprio l’anno della grande contestazione. A un’assemblea non volevano far parlare un ciellino, Errani si è alzato e ha detto: ‘Qui parlano tutti, per impedire a quell’uomo di esprimere la sua opinione dovrete passare sul mio corpo’. Sono nate un’amicizia e una stima più forti degli schieramenti e delle ideologie".

Ci prova a spiegare il rapporto di Cl con la politica?
"Non siamo né figli né schiavi della politica. Ha fatto scuola il discorso di don Giussani ad Assago, nel 1987: ‘Fare politica è la forma più alta di carità’".

Ci sarà un motivo per cui i ciellini votano quasi tutti a destra?
"Le posso assicurare che a livello locale, oppure a livello nazionale quando c’erano ancora le preferenze, tanti di noi hanno votato candidati del centrosinistra: Bersani, Enrico Letta e altri. Non ci sono dogmi in politica: anch’io a volte ho votato Udc".

La Chiesa deve fare politica o stare chiusa in sacrestia?
"La Chiesa non fa politica. E’ il cattolico che porta Cristo ovunque: in famiglia, sul lavoro e in politica, se fa politica".

Cosa rimprovera al centrosinistra?
"Troppo timore e, a volte, troppi imbarazzi".

Cioè?
"Berlusconi ci ha messo un attimo a chiamare Vignali, ex presidente della Compagnia delle Opere, e a offrigli un posto da parlamentare. Il Pd si sarebbe fatto mille problemi. Remore che però non ha avuto quando ha imbarcato i radicali".

dall’inviato MASSIMO PANDOLFI










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