"Salone della Giustizia
Un'occasione per il dialogo"

Dal 3 al 6 dicembre in fiera una miriade di incontri e workshop, con molti ospiti: da Fini a Maroni, da La Russa a Mancino e Mara Carfagna. Il senatore Berselli: "Un'opportunità unica per discutere"

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Il senatore Filippo Berselli presenta il Salone della Giustizia (foto Bove)
Il senatore Filippo Berselli presenta il Salone della Giustizia (foto Bove)

Rimini, 28 novembre 2009. DALL’AUTO distrutta nell’agguato mafioso di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, che per la prima volta sarà esposta al pubblico, alla tunica del venditore di ombrelli Giambattista Bugatti, assurto alla storia grazie al suo ‘secondo lavoro’ col soprannome di Mastro Titta, il ‘boja di Roma’: 516 esecuzioni capitali «In nome del Papa Re», compiute sulla pubblica piazza, utilizzando soprattutto la ghigliottina che fece inorridire testimoni occasionali come lord Byron e Charles Dickens.

Storia, costume e strettissima attualità si intrecceranno la prossima settimana alla Fiera di Rimini in occasione del Salone della Giustizia, il primo nel suo genere al mondo, una miriade di incontri e workshop, presentato ieri mattina nel Palazzo dell’Arengo da Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato e promotore istituzionale della manifestazione che, si prevede possa richiamare trentamila persone, dal 3 al 6 dicembre, e vede coinvolti ben 16 dicasteri. Un evento unico, che cade in un momento di roventi polemiche.

«In quei giorni saranno certamente forti le tensioni sulla questione Giustizia — risponde il senatore Berselli, — io stesso, quale presidente della Commissione, avrò lunedì in audizione il ministro Alfano, il vice presidente del Csm Mancino, il presidente dell’Anm Palamara e quello del Consiglio nazionale forense Alpa. Proprio alla vigilia del Salone, poi, avrò completato la discussione generale sul processo breve e alla chiusura della manifestazione di Rimini scadrà anche il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti. Saranno giornate di notevole turbolenza, non lo nascondo, anche perché coincidono con due procedimenti che riguardano il presidente del Consiglio (processo Mills e lodo Mondadori, ndr), ma sono convinto che questa turbolenza non entrerà nel Salone. Abbiamo un’opportunità unica per discutere, ma non scontrarci: sarebbe sbagliato lasciarla cadere, perché dobbiamo cercare soluzioni che vadano nell’interesse dei cittadini».

Quattro giorni dedicati al un tema scottante e così attuale per favorire il confronto tra i cittadini (l’ingresso è libero) e tutte le realtà che compongono il mondo della Giustizia. Politica e magistratura, avvocature e forze dell’ordine, ordini professionali, imprenditori e informazione, potranno discutere pubblicamente e liberamente idee, progetti, problemi e iniziative. Dovesse essere la cronaca a dettare l’agenda dei lavori, che saranno aperti il 3 dal presidente della Camera Gianfranco Fini, si dovrebbe incominciare appunto dal processo breve.

«I DUE DISEGNI di legge presentati da Alberto Maritati e Anna Finocchiaro del Pd sono molto simili al nostro — spiega Berselli —. Si tratta di proposte parziali, come è parziale quella che è al nostro esame, in cui si parla sempre e solo di due anni. Non cambia assolutamente nulla. Ho partecipato ad alcuni incontri con Maritati e mi è sembrato obiettivamente in difficoltà, così come mi pare sia la stessa Finocchiaro, perché non si può negare il fatto che avevano presentato ddl molto simili a quello in discussione. Chi accusa il centrodestra di fare leggi “ad personam” per favorire il presidente Berlusconi, ora vorrebbe fare una legge “contra personam”».

dall'inviato LORENZO SANI

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