Riccione (Rimini), 13 giugno 2017 - Tra ‘figli di’, sorprese e bocciature, l’andamento delle preferenze date ai candidati delle liste regala novità. Partiamo dal recordman Simone Imola, figlio dell’ex sindaco Daniele, che ha seguito le orme del padre candidandosi nella lista del Pd, e collezionando 321 preferenze. Nessuno ha fatto meglio di lui, ma per i meriti, il padre si sfila: «Simone non è il figlio di. Sono io a essere il babbo di. Lui è più bravo di me», dice Daniele. Altro figlio altra sorpresa. In questo caso il padre si era smarcato pubblicamente dicendo «non farò campagna elettorale per mia figlia». Ma Laura Albicocco, figlia del presidente dell’Aia, le preferenze se l’è conquistate ugualmente portandone a casa 120, il 39% di tutte quelle avute dal Popolo della famiglia dove anche Maurizio Baldacci è arrivato a 120. Come percentuale ha fatto meglio Elena Raffaelli, la referente della Lega nord. Per lei 207 preferenze, ben il 50% di tutte quelle prese dalla sua lista.

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Andiamo con ordine partendo da Noi Riccionesi. Qui i campioni delle preferenze sono stati Luigi Santi (191) e Gabriele Galassi (139) consiglieri uscenti. Stefano Caldari, capolista, si è fermato a 124. Il vero exploit è stata la lista Renata Tosi. Alcuni avversari l’avevano bollata come la lista dei ‘parenti’. Dovranno ricredersi guardando anche alle preferenze di Alessandra Battarra, ben 150. Da sconosciuta della politica a probabile consigliere comunale.

Non ha brillato, invece, la lista di Forza Italia. Dopo la fuoriuscita di una parte del partito in seguito alla caduta dell’ex sindaco Tosi, era difficile chiedere una pioggia di consensi e preferenze. Il capolista Andrea Dionigi Palazzi si è difeso potando a casa 76 preferenze, subito dietro Greta Testa (60) e Pier Giorgio Ricci (67). In Fratelli d’Italia-An ha primeggiato Beatriz Colombo con 82 preferenze.

Dalle liste a sostegno della Tosi a quelle per Sabrina Vescovi. In SiAmo Riccione a primeggiare sono stati Marina Zoffoli con 86 preferenze e Mauro Masi con 63. Immagina Riccione ha visto premiato Francesco Cesarini (186) e Michela Ronci (137), a seguire Valentina Zamagna (96). Il Partito democratico si è dimostrato una macchina da preferenze. Dopo Imola, vanno citati Christian Andruccioli con 233 preferenze, Simone Gobbi 272, Marina Gambetti 215, Cinzia Bauzone 191, Alberto Arcangeli 137, Maria Cesari 148, Devis Paiardini 134, Denis Torcolacci 132. Bisogna snocciolare più candidati prima di arrivare alle 123 preferenze del segretario del Partito Democratico, Marco Parmeggiani.

La squadra di Patto civico si presentava con nomi pesanti. Fabio Ubaldi si è confermato il primo nelle preferenze (223). Dopo di lui Marisa Grossi (168), Daniela Marchetti (148), Luciano Achilli (136) e Luciano Tononi (135). Poche le 46 preferenze prese da Lele Montanari, il ‘picconatore’ che ha contestato Renata Tosi. Ancor più significative le sole 27 preferenze di Enzo Manzi, lo storico rappresentante della Cooperativa bagnini. Non ha sfondato, anche nelle preferenze, la lista Riccione viva. La capolista Licia Fabbri, ex referente di Forza Italia, si è fermata a 86 preferenze, mentre Johnny Bezzi, ex presidente dell’Istituzione per la cultura, a 72. Il Movimento 5 stelle ha da sempre giocato le proprie carte sul simbolo, ma in questo caso alcuni candidati hanno incassato tante preferenze. Stefania Carbonari 144, Alan Bianchi 131, Eleonora Ruggeri 72. In Fare con Flavio Tosi, Rita Iaquinangelo ha collezionato 37 preferenze.

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