Due riminesi emigrati rispettivamente in Norvegia e Olanda, si incontrano nella città natale dopo essersi conosciuti sul sito del giornale locale
Rimini, 30 agosto 2008 - Si abbracciano nella redazione del Carlino, due riminesi, pressoché coetanei ognuno con la propria storia da raccontarsi, entrambi emigranti, per amore e per virtù nel Nord Europa. Una ‘carrambata’ in salsa new tech-romagnola. A metterli in contatto è stato il ‘potere’ della comunicazione, quello senza frontiere, al di là della carta: il portale On line del Carlino di Rimini. "Rimini resta nel cuore - spiegano sorridenti ed abbronzati, dato il soggiorno in città, Franco Manfroni residente in Norvegia e Sergio Grossi residente in Olanda - per questo, nonostante si sia lasciata la nostra terra da giovani, siamo sempre in cerca di notizie, informazioni su di essa e sui suoi abitanti. E allora, quale mezzo migliore se non il web per leggere il giornale dei riminesi".
Il primo a scoprire il portale del Carlino è stato Francesco Manfroni, 69 anni, "Franco" per gli amici, soprattutto per i norvegesi, ai quali la fonetica italiana proprio non va giù. Il diminutivo Franco suona meglio, per questo è chiamato così da tutti dal 1971, anno in cui raggiunse Styordal con la moglie e la prima figlia. In Italia, a Rimini, lavorava all'Omnia dove attualmente si trovano i negozi Coin. A ‘strapparlo’ dalla sua città, proprio negli anni del boom turistico, niente di meno che una bellezza norvegese in vacanza: Laila Irene, alla quale nell'estate del '68, offrì da bere al bar dell'Hotel Astra in cui lavorava di sera per arrotondare lo stipendio.
Nel giro di un anno si sposarono a Spadarolo, coincidenza vuole che sia anche il luogo di nascita del neo-amico Sergio, nato per altro lo stesso giorno e lo stesso mese di Franco, ma a distanza di un anno. Il riminese e la norvegese rimangono in Italia per tre anni, dove viene alla luce Greta, ma è la seconda gravidanza e la necessità di trovare un sistema sanitario più “efficace” che spinge la coppia ad emigrare in Norvegia dove nasce Lilli che verrà battezzata dal padre su dispensa dell'allora vescovo di Rimini. Non fu semplice adattarsi al clima freddo e agli inverni lunghi, tanto meno imparare la 5 lingua: il norvegese. Franco vi riuscì, iniziò lavorando come operaio, poi nella reception di un albergo ed in fine come insegnante di lingue in una scuola pubblica. Oggi ha 5 nipoti tra Norvegia e Svezia, ma appena può torna nella sua Rimini dove ha un appartamentino. "É cambiato tutto molto in fretta, ora è tutto moderno e di riminesi – dice - ce ne sono sempre meno. Ma la città è pur sempre incantevole".
Con Sergio ricorda la vita spensierata, quella dei "ragazzacci" quando il miglior modo per ‘rimorchiare’ era prendere un plaid, una bottiglia di moscato e salire in sella alla Vespa. Non solo, come dimenticare gli anni della ‘Rimini da bere’ con attori, registi, cantanti e soubrette che affollavano i locali, tra cui il ristorante ‘Vecchia Rimini’ dove da giovane lavorava come cameriere Sergio Grossi, ora 68enne. Servì Antony Queen, Fellini, De Sica, Sordi, i calciatori della Juve e la famiglia Ghigi di Morciano che ricorda con affetto. Proseguì la stessa professione anche nei Paesi Bassi, lavorando nei migliori ristoranti e hotels come l’Hilton. Anche per lui, galeotto fu l'amore per una procace turista olandese che seguì sino a Rotterdam.
Si sposò ed ebbe due figli, Sandra e Marco che gli hanno dato 4 nipotini. "Anche loro amano Rimini - la conoscono meglio di me. - afferma Sergio - Appena possiamo torniamo giù per un soggiorno". In comune i due emigranti hanno tanto, a partire dai conoscenti; ma soprattutto tanto da dirsi, da raccontarsi. Hanno cominciato a tavola con un buon pranzo a base di pesce dell'Adriatico. “Con la speranza – dicono entrambi - che il prossimo anno la tavolata possa allungarsi con altri nuovi riminesi residenti all'estero conosciuti sul portale del Carlino.
Matteo De Angelis