Rimini, 14 ottobre 2015 - OLTRE DIECI persone su cento nella zona di Riccione, hanno dichiarato di non voler effettuare le vaccinazioni ai propri figli, nemmeno quelle obbligatorie e stiamo parlando di antipolio, antitetanica, antidifterica e antiepatite B. Il dato degli obiettori che riguarda Rimini e la sua provincia non si discosta molto da quello riccionese che viene considerato un vero e proprio picco di dissenso all’interno della regione.

Sono quasi 300 i genitori (il dato riguarda tutta la provincia) che non hanno effettuato nessun tipo di vaccino ai loro figli al dodicesimo mese di vita. Il dato confrontato con quello di altre grandi aree, fa riflettere: nel Bolognese questi genitori sono poco più di 200, nel Modenese circa 240, nella zona di Reggio Emilia sono poco sopra i 170.

Una tendenza che qui trova un vero e proprio zoccolo duro, ma cresce in tutta la Regione, tanto da passare da un solo genitore dissenziente su cento di dieci anni fa, ai quasi quattro dei nostri giorni.

Il calo maggiore delle tipologie vaccinali (anche se in questo non è tra quelle obbligatorie, ma solo raccomandate) riguarda il morbillo: dall’85 per cento di copertura al ventiquattresimo mese di età del bambino registrato nel 2005, al 75 per cento dello scorso anno. Grossa discesa anche nella vaccinazione contro il meningocco, responsabile di una forma di meningite: dall’82 pe cento del 2007 al 76 per cento dell’anno passato.

«Ho appena finito di parlare con una madre che è venuta a informarsi perché non vuole vaccinare la figlia – racconta Massimo Farneti, responsabile vaccinazione dell’Ausl Romagna –. Le ho chiesto: ‘Ha sentito che cosa è successo a quella bimba che ha perso la vita a causa della pertosse? Non ha paura?’. Non ha fatto una piega. Sembra che a loro una cosa del genere non possa mai accadere. Stiamo assistendo a un aumento dei genitori contrari ai vaccini e in questi ultimi quattro/cinque anni vediamo una grande fragilità in questi padri e madri, alla ricerca di risposte assolute e vittime di ciò che leggono sui social network».

Alla domanda sul perché nel Riminese si registri il numero più alto, in ambito regionale, di genitori contrari ai vaccini, il dottor Farneti fa notare «come nel passato l’area pediatrica sia stata piuttosto debole e si sia preferito rafforzare altri settori. I comitati antivaccini che erano nati in quella zona si sono ulteriormente rafforzati. Sono usciti dalla rete e adesso fanno riunioni: ho partecipato anche io e devo dire che ci sono sempre molte persone». Su che cosa spaventi così tanto questi genitori che decidono di non sottoporre a nessuna, o quasi, vaccinazione, i propri figli, il medico ha una sua opinione: «Hanno la teoria del complotto, nel senso che tutti noi saremmo al servizio delle multinazionali farmaceutiche e che tutto quello che accade ai bambini è colpa dei vaccini: dalla dislessia all’autismo. Eppure ci sono decine di studi che smontanto totalmente queste teorie».