Igea Marina (Rimini), 5 dicembre 2017 - «Da quando è stato chiuso il Rio Grande, che era la nostra sede storica, non troviamo più un ristorante dove si possa far sfilare il nuovo re in groppa all’asinello, come prevede lo Statuto. Oltre a questo, sempre meno gente è disponibile a raccontare le proprie patacate, anche se ne fanno ancora a bizzeffe. Per questo dichiaro definitivamente chiusa l’Apr, l’Associazione dei pataca romagnoli».

Il ferale annuncio viene da Loris ‘Stoffa’ Domeniconi, il barbiere di Igea Marina presidente ad vitam dell’associazione degli 'Invorniti made in Romagna'. «L’ultima volta che abbiamo fatto la nostra convention annuale per eleggere il nuovo Sire – aggiunge – è stato al ristorante Pic Nic, al primo piano. Gli spazi ci sono, ma come fai a portare un somaro al primo piano?» Bel problema.

Eppure gli altri centoventi ce l’hanno fatta a salire le scale. Battute a parte, il canto del cigno della mitica associazione dei pataca non sarà indolore. «Ci sono molti soci – continua il presidente a vita, mentre il re dura in carica un anno – che vorrebbero continuare, colgo parecchio malumore. Ma gli spazi sono fondamentali. E poi troppi tengono nascoste le patacate che fanno».

Si riferisce ai pubblici amministratori? «No no, la politica non c’entra». La prima festa dei pataca si è tenuta ben 36 anni fa, all’epoca da Zanni a Verucchio. Poi tre edizione di seguito a La Pignatta; una al ristorante Da Tolmino di Bellaria e una al Ventaglio di Cervia. «Da allora sempre al Rio Grande, era la nostra cassa, entravi con l’asino, c’era il palco per i comici e la band, si sfilava, si saliva sui tavoli, c’erano spazi esterni». Tutto finito? «Faremo un’ultima cena a febbraio». «Con un grave problema istituzionale aperto: ‘Re Gianni’, albergatore, resta in carica senza alcun titolo».