Morte in pista a 200 all'ora
L'ultima curva di Tomizawa
Rossi: "Bisognava fermarsi"
Il motomondiale funestato dalla tragedia del Santamonica. Il giovane pilota giapponese, 19 anni, è stato falciato dopo una caduta da due avversari nella Moto2
Misano, 6 settembre 2010 - Ancora sangue sul “circo” delle due ruote. Un terribile incidente è costato la vita, ieri a Misano, nella gara della Moto2 vinta da Tony Elias al Gp di San Marino, al giapponese Shoya Tomizawa, giapponese di Chiba, 20 anni da compiere a dicembre, pilota del team Suter. La seconda tragedia nel giro di appena otto giorni, quando per anni il mondo delle moto non aveva vissuto lutti così dolorosi: l’altra domenica, sulla pista di Indianapolis, aveva perso la vita ad appena tredici anni Peter Lenz. Due giovanissimi uccisi da incidenti che hanno molti punti in comune. Entrambi sono stati colpiti, dopo essere caduti, da concorrenti che sopraggiungevano.
Drammatica la sequenza della caduta che è costata la vita, dopo un’ora di soccorsi con il trasporto in elicottero all’ospedale di Riccione, al pilota del team Suter. Quando mancavano quattordici giri alla fine, Tomizawa, vincitore quest’anno del Gp del Qatar nella gara inaugurale della nuova classe, ha messo le ruote su un cordolo alle curve del Carro ed è schizzato via mentre correva a oltre 200 all’ora. E sono stati ben due i piloti che lo hanno colpito dopo che lui era finito a terra in frenata. Il primo a investire il pilota giapponese è stato il sammarinese Alex De Angelis, anche lui protagonista di un volo incredibile. Subito dopo è arrivato Scott Redding che non ha potuto evitare il povero Tomizawa.
Una tremenda fatalità: ma c’è anche da considerare che se Tomizawa quando si è accorto di essere arrivato troppo lungo alla prima curva del Carro, dopo il rettilineo, avesse deciso di andare diritto nell’ampia via di fuga, non sarebbe successo niente. O almeno, se la sarebbe cavata con una caduta innocua. Invece il giapponese ha tentato di frenare bruscamente e fare ugualmente la curva. La moto gli è andata via da dietro e Tomizawa è rimasto sul bordo della pista, sulla traiettoria dei due piloti che seguivano.
La situazione è apparsa subito problematica. Tomizawa, immediatamente soccorso, è stato portato al centro medico, e da lì trasportato all’ospedale di Riccione. Durante il trasporto dalla pista all’autombulanza i commissari hanno avuto qualche problema anche per la fretta di raggiungere il centro medico, mentre la gara è andata a vanti e si è conclusa, come detto, con la vittoria di Tony Elias.
Le condizioni di Tomizawa sono apparse subito critiche. Il primo comunicato dello staff medico parlava di lesioni multiple al torace, all’addome, al cranio, con varie emorragie e soprattutto una preoccupante instabilità cardiaca che ha sconsigliato il previsto trasferimento a Cesena. E malgrado il «lavoro egregio» descritto dal dottor Claudio Costa, il medico del motomondiale, il giovane giapponese è deceduto alle 14,19 all’ospedale di Riccione «dove tutti — ha detto Costa — lo hanno accarezzato con tanto amore». Praticamente, nel violentissimo impatto con le moto di De Angelis e di Redding solo gambe sono state escluse. Dall’addome alla testa il corpo di Tamizawa è stato tutto interessato dall’incidente. La polizia stradale di Rimini ha sequestrato la moto di Tomizawa e il filmato dell’incidente.
di PIERO CAMPANI










