Tre giorni di festa in memoria
del 'padre' di San Patrignano
Dal 17 al 19 settembre il centro di recupero per tossicodipendenti, ricorda il suo fondatore Vincenzo Muccioli a quindici anni dalla scomparsa, con tre giorni di musica, film, mostre fotografiche e installazioni

Rimini, 3 settembre 2010- Domenica 19 sarà il quindicesimo anniversario della scomparsa di Vincenzo Muccioli e la sua comunità lo ricorderà con una tre giorni a suon di mostre fotografiche, concerti, film e installazioni. E’ tutto pronto a San Patrignano per ricordare il fondatore della struttura.
Dal 17 al 19 settembre i 1.500 ragazzi di “Sanpa”, il centro di recupero dalle tossicodipendenze “il più grande del mondo”, sottolineano dall'interno, con 25 mila giovani accolti dal 1978 e col primato del 70% dei ragazzi reinserito nella società, lo ricorderanno aprendo le porte della comunità collinare a tutti. Si comincia venerdì alle 16 con l’esposizione fotografica “Vincenzo”: si tratta di una cinquantina di scatti, catturati dai ragazzi della comunità ma anche dai fotografi Mauro Galligani e Massimo Sestini, che ripercorrono i primi vent’anni di storia di San Patrignano.
A seguire alle 18 l’anteprima di “Vivo”, il docureality girato da Jeremie Attali, figlio del sociologo Jacques, che ha seguito per 12 mesi la vita quotidiana al centro. Chiudono la prima giornata le note del Giovanni Falzone quartet.
Si prosegue sabato 18 con la proiezione del film “Quijote” di Mimmo Paladino con musiche di Lucio Dalla, il quale mostrerà anche una propria installazione dedicata a Muccioli. Chiude la giornata lo spettacolo di Enzo Avitable & Bottari. Per domenica è previsto “Avrò cura di te”, un documentario di Andrea Muccioli e di Giampaolo Brusini. Alle 22 gran finale col teatro di Luciano Manuzzi, con testi tratti dai libri e dagli articoli di Vincenzo Muccioli.
Conclude Andrea figlio di Vincenzo Muccioli : “San Patrignano non è una discarica sociale per vecchi tossici quarantenni, ma un luogo in cui si cambia e si cresce. Mai come in questo periodo accogliamo tanti giovani. Già dai primi anni ‘90 mio padre cercava di metterci in guardia dalla diffusione delle droghe, e aveva drammaticamente ragione”.










