Rovigo, 6 settembre 2007 - Fumata...grigia da Palazzo Celio, dopo il consiglio provinciale fiume dedicato alla riconversione della centrale di Polesine Camerini. Grigia nei contenuti, perchè il documento presentato dai capigruppo di maggioranza non rappresenta di certo un sì esplicito al progetto Enel, piuttosto un criptico assenso: una risposta politica, insomma.
Fumata grigia, grigissima, nebbiosa, verrebbe da dire, anche guardando al risultato della votazione relativa al documento prima citato: perchè maggioranza e minoranza risultano spaccate al loro interno. Ambedue divise proprio sulla questione più calda e più importante del Polesine: perchè tira in ballo sviluppo, ambiente, salute, occupazione.
Ma andiamo per ordine e ricordiamo addirittura la ‘genesi’ della seduta consiliare, nata dalla proposta di un documento da parte dell’assessore regionale Renzo Marangon. Documento, come lo stesso Marangon ha poi rammentato, ritirato "perchè in modo pur soffusamente doroteo l’ordine del giorno del consiglio provinciale rivela che in modo inequivocabile il consiglio è favorevole al progetto di riconversione".
E così alla votazione è andato il documento (‘pro-carbone’?), presentato dai capigruppo di maggioranza e illustrato dal presidente della Provincia Federico Saccardin. Ma anche la mozione, presentata dall’ex Udc Ermenegildo Ghezzo, ‘pro-metano’.
Per il documento della maggioranza i voti a favore sono stati 17; due i contrari (Ghezzo e il sindaco di Loreo Bartolomeo Amidei) e 2 gli astenuti (Secchieri, della Lega, e Sacchetto, dei Ds). La mozione di Ghezzo, ha registrato, specularmente, 17 voti contro, il sì di Amidei e Ghezzo, e l’astensione di Secchieri e Sacchetto. Da sottolineare che Rifondazione Comunista, contraria sia all’ipotesi del carbone che a quella del metano, è uscita dall’aula prima che iniziasse la discussione.
Ne risulta, insomma, una situazione frantumata. E che rispecchia, in piccolo, quella nazionale: sul problema energetico la maggioranza si sfalda. E la minoranza ci va vicino. Su una questione tanto importante il centrosinistra deve fare i conti senza Rifondazione (che nella giunta occupa ben tre posti). Ma anche il sindaco azzurro di Loreo, Amidei, ha scelto una posizione diversa da quella dell’altro forzista in consiglio: Marangon.
Ma torniamo al documento presentato dai capigruppo. La novità, come detto sopra, bisogna cercarla con il lanternino. Perchè il consiglio provinciale altro non fa che ribadire la decisione espressa nel documento del 15 novembre del 2004, "approvando l’azione e le posizioni sino ad ora espresse dall’amministrazione provinciale".
Come sintetizza il presidente Saccardin "il consiglio dà mandato alla giunta di proseguire nell’esame di merito delle proposte progettuali al fine di accertare l’affettivo utilizzo delle migliori tecnologie oggi disponibili per ridurre le emissioni inquinanti e i gas serra".
E a rassicurare chi avesse l’impressione che, in realtà, da parte delle istituzioni, e in particolare della Provincia, non sia stata indicata una strada ben definita, ci pensa ancora Saccardin: "La nostra non è una fuga nè una scorciatoia ma un impegno per dare una risposta concreta ai nostri cittadini". Dal consiglio provinciale esce anche un messaggio diretto più in alto, alla Regione e addirittura a Roma.
Un messaggio che trova d’accordo anche i sindacati: "Siamo dispiaciuti — afferma Saccardin — per la mancata istituzione di un tavolo di confronto nazionale come previsto nel documento del 15 novembre del 2004: questo consiglio — chiude il presidente di Palazzo Celio — rinnova con forza quella proposta e si augura che il tavolo di confronto sia isitituito prima della conferenza nazionale dei servizi".
Ricordiamo, a questo punto, che la questione polesana è bloccata sui tavoli romani da quando la vecchia commissione Via ha ‘passato la palla’ (chiedendo alcune integrazioni a Enel) a quella che si è da poco costituita e che non si metterà al lavoro prima del 18 di questo mese.
di maristella carbonin
'Big Luciano' si esibì per il pubblico rodigino 45 anni fa nel Rigoletto. Ancora non era il 'tenorissimo', ma già spiccava il timbro della sua voce
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