Rovigo, 4 marzo 2008 - I Nas alla casa di riposo di Crespino. L’ospizio 'San Gaetano' è stato infatti visitato dai carabinieri della locale stazione, assieme ai colleghi del Nucleo operativo radiomobile di Rovigo e, appunto, a quelli del Nucleo anti sofisticazione. Una ‘visita’ che arriva dopo la denuncia fatta dal nostro giornale sulle carenze della struttura. Carenze che sono state confermate dai militari dell’Arma.
I carabinieri, infatti, provvederanno già nelle prossime ore a trasmettere la loro relazione alla Regione che dovrà provvedere nel più breve tempo possibile a trasferire gli anziani che si trovano nella parte vecchia della struttura in quella nuova, più confortevole e adatta alle loro esigenze. La relazione, secondo indiscrezioni, parla di carenze strutturali che riguarderebbero, in particolar modo, bagni e camere da letto. Problemi dovuti, per la maggior parte dei casi, ai troppi anni della struttura che avrebbe raggiunto il mezzo secolo di vita.
A dover traslocare saranno 17 anziani autosufficienti a cui dovrà essere trovato un posto nella parte più moderna del ricovero. Una struttura che offre ospitalità a 88 persone di cui 44 non autosufficienti. La visita dei carabinieri si è conclusa in mattinata ed è arrivata dopo alcune giornate di tensione come conferma una scritta comparsa su un muro dell’ospizio: "Casa di riposo indecente". Una scritta il cui autore, per ora, resta anonimo. Una scritta che sembra confermare come da tempo covasse il malumore per le condizioni dello stesso ricovero o — come conferma la relazione dei Nas — di almeno una sua parte.
Facendo un giro nella parte vecchia della casa di riposo, infatti, sono stati in molti, fino ad ora, a chiedersi come sia possibile che degli anziani riescano a vivere e a sopravvivere in un posto lasciato completamente all’abbandono, se non grazie alla professionalità e all’impegno degli infermieri e degli operatori che lavorano in quel posto. Per un mese, ci hanno spiegato i familiari arrabbiati, tutta la parte vecchia della casa di riposo è rimasta al freddo, per un guasto al riscaldamento (e da qualche giorno la stessa sorte tocca a quella nuova). Molti ospiti, comprensibilmente, si sono ammalati. Gli stessi anziani che trascorrono spesso le giornate lungo un corridoio lo hanno confermato: "Sì — ci ha raccontato una nonnina — eravamo qui al gelo. Non potevamo nemmeno lavarci. L’acqua era freddissima. Per fortuna adesso ha ripreso a funzionare la caldaia".
Nella vecchia ala della struttura non c’è un ascensore. Se un anziano non autosufficiente e che ha problemi motori dovesse ammalarsi, probabilmente deve rimanere ai piani superiori chissà per quanto tempo. A collegare i vari piani è soltanto una vecchia scala dai gradini ormai erosi: salire è un’impresa anche per chi non ha sulle spalle tanti anni. All’ultimo piano ci sono i bagni, tutti in comune e tutti fatiscenti (e metà rotti chissà da quanto tempo): nelle vasche non c’è un saliscendi, e l’impressione è che per gli anziani non siano troppo sicure. E poi fili elettrici penzolanti e lavandini che perdono. Fatiscenti anche le camere degli ospiti: non un letto con un ‘campanello’ per avvisare un infermiere.
di Marco Signorini
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