Rovigo, 5 marzo 2008 -
E' del 28 febbraio scorso la notizia diffusa da Legambiente per mezzo della campagna “PM10 ti tengo d’occhio” secondo cui ben 17 erano i capoluoghi di provincia italiani che, fino a quella data, avevano superato per più di 35 giorni il limite di legge previsto per il PM10 (che ricordiamo è di 50 microgrammi/m³). A distanza di soli cinque giorni, dopo Vicenza (48 giorni di superamento del limite di legge, in data odierna), Venezia (47), Padova (46), Treviso (44) e Verona (39), anche Rovigo entra a far parte delle “cattive” con un livello di PM10 di 72 microgrammi/m³.
Ma a preoccpare fortemente Legambiente in questi giorni è il rischio salute per i cittadini rodigini.L’inquinamento atmosferico è responsabile dell’incremento del 30 per cento di asma e malattie allergiche registrato negli ultimi 10 anni. I reali rischi per la salute sono sottostimati e sottovalutati: i principali responsabili sono le polveri sottili, chiamate Pm10, perché riescono a superare le naturali difese dell’organismo e finiscono per arrivare nei polmoni.
Ma non sono le uniche indiziate: biossido di azoto, biossido di zolfo, ozono fanno la loro parte.
Le micropolveri sono responsabili non solo di asma, allergie, congiuntiviti, eczema atopico, dermatiti da contatto e degli altri disturbi broncopolmonari, ma anche di problemi cardiaci: da studi scientifici effettuati in tutto il mondo il rapporto tra l’inquinamento dell’aria e la crescita di queste patologie è ormai un dato indiscutibile.
L’inquinamento fa in tal modo aumentare i ricoveri e lievitare la spesa sanitaria e determina un peggioramento della qualità della vita, producendo stress e sviluppando l’aggressività, senza contare i milioni di euro che si spendono per assistere chi si ammala e le giornate di lavoro perse. I danni globali sono dunque incalcolabili.
Per quanto riguarda le neoplasie polmonari, esse possono essere provocate dallo smog, ma anche da altri fattori, come la familiarità e lo stile di vita. L’asma e le allergie, invece, sono proprio due indicatori importanti che dimostrano quanti danni riesca a fare l’inquinamento. Le principali vittime sono i bambini, che si ammalano soprattutto di asma e allergie, mentre gli adulti e gli anziani soffrono di malattie broncopolmonari, cardiache, leucemiche e oncologiche in generale.
"E’evidente che le misure adottate finora dagli amministratori locali non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell’inquinamento dell’aria in città, imputabile prevalentemente al trasporto stradale – dichiara Laura Guerra, di Legambiente Rovigo –. Per vincere la sfida della mobilità e garantire una qualità della vita migliore ai cittadini bisogna innanzitutto ridurre il numero di auto in circolazione. Il tasso di motorizzazione in Italia, infatti, continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti. Alla fine del 2006 i mezzi a motore hanno addirittura superato il numero di potenziali conducenti, mentre gli spostamenti degli italiani nello stesso anno sono avvenuti per il 34,5% del totale su distanze inferiori ai 2 chilometri e per ben il 74% sotto i 10 chilometri".