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Rovigo

MAXI-PROGETTO

Nuova questura: le firme che contano

Il ministro Antonio Di Pietro in Prefettura ha firmato ha firmato il protocollo d'intesa. Stanziati 12 milioni di euro. La nuova struttura sorgerà in Piazza d'Armi, ospiterà un organico di 250 uomini e accoglierà anche la polizia stradale

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Antonio Di Pietro Rovigo, 18 marzo 2008 - La nuova questura di Rovigo è più vicina. Se non proprio in termini temporali (di scadenze infatti, non si è parlato), di certo in termini di concretezza. Per firmare ieri il protocollo d’intesa che sancisce, di fatto, la nascita della nuova struttura in Piazza d’Armi è arrivato il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, diviso tra gli incarichi istituzionali e quelli elettorali.

"La firma del protocollo per la questura di Rovigo è un passaggio importante — ha detto Di Pietro —: ho ricevuto come ministro la richiesta urgente da parte del Questore e del Prefetto. Era evidente che l’attuale sede non poteva contenere personale e strutture necessarie per far fronte all’esigenza di sicurezza di Rovigo». I tempi per giungere allo studio di fattibilità sono stati piuttosto rapidi: dopo due riunioni, quella del 9 gennaio e del 21 febbraio, tra ministro, Questore, Prefetto e rappresentanti delle forze dell’ordine, si è arrivati a redigere lo studio («che non dovrebbe cambiare molto in fase di progetto preliminare»).

E così ieriI, in Prefettura, di fronte a una nutrita rappresentanza delle isituzioni, il ministro ha siglato il documento che stabilisce il futuro assetto dell’opera. Presenti, tra gli altri, il questore Amalia Di Ruocco, il vice Raffaele Zurlo, il prefetto Bruno Sbordone, il sindaco Fausto Merchiori, il vice presidente della Provincia Gino Sandro Spinello, i vertici delle forze dell’ordine e il presidente di Confindustria Antonio Costato. Che proprio qualche giorno fa ha rivendicato la ‘paternità’ del progetto della nuova Questura. O meglio di un primo progetto di massima (presentato nel 2007), più ambizioso nella cifra da stanziare (20 milioni di euro) e anche nell’ampiezza dell’opera. Alla fine, in realtà, nei palazzi romani si sono fatti due conti, economici e tecnici, e il Ministro ha preferito un progetto dall’investimento un po’ meno ambizioso: «L’opera — ha spiegato Di Pietro — costerà 12 milioni di euro in totale».

Una parte considerevole dell’investimento, pari a circa 5 milioni di euro, deriverà dalla permuta dell’attuale sede della Questura in via Donatoni: al resto provvederanno il Minitero delle Infrastrutture (per 5 milioni di euro) e quello degli Interni (2 milioni). A fronte di un organico attuale di circa 210 effettivi, il dimensionamento previsto nel progetto prevede un organico di circa 250 uomini: realizzando la nuova struttura (nella quale troverà posto anche la Polizia stradale), comprensibilmente si è voluto tenere conto «anche delle esigenze di sicurezza future». Esigenze che il progetto ‘targato’ Confindustria, come ha ricordato lo stesso Costato, traduceva in un organico pari a 300 uomini: «Ma siamo soddisfatti — ha detto il presidente degli Industriali — per Rovigo è un bel risultato».

SORRIDENTE il ministro Di Pieto: «Sono convinto che le infrastrutture non siano solo le grandi opere di collegamento, le strade, ma anche quelle logistiche per una buona funzionalità dello stato». E dal riferimento alla nuova Questura rodigina il discorso del ministro si allarga alle caserme dei carabinieri e alle carceri: «In Italia ce ne devono essere di più, per questo ho fatto in modo che una quota di circa 80 milioni di euro sia stanziata per le infrastrutture carcerarie». E parte del ‘budget’, assicura il ministro, servirà anche per rispettare il cronoprogramma per il nuovo carcere rodigino che, lo ricordiamo, sorgerà dietro la cittadella sanitarie per essere operativo, sembra, nel 2010 (un edificio alto quattro piani e che dovrebbe comprendere 200 posti per sei bracci).

RICORDIAMO che l’attuale Questura si trova in via Donatoni dal 1982, anno nel quale venne chiusa la vecchia sede a palazzo Angeli sul Corso del Popolo a sua volta risalente al secondo dopoguerra: del trasferimento della sede si parla almeno dalla fine degli anni Novanta. L’attuale sistemazione, infatti, è diventata angusta per le esigenze di personale e logistiche.
Dei dati tecnici della struttura che sorgerà appunto in Piazza d’Armi, si sa ancora poco: secondo alcune indiscrezioni la sede dovrebbe avere una dimensione oscillante tra i 4.500 e i 6.500 mentri quadrati, ma dati più precisi dovrebbero essere resi noti nei prossimi giorni.

di Maristella Carbonin










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