Rovigo, 25 marzo 2008 - Di uscire dalle scuole superiori sapendone poco o niente di matematica proprio non ne vogliono sapere e se qualcuno mai, in futuro, dovesse rimproverarli per le lacune che hanno, pretendono che sia chiara una cosa: la colpa non è loro perché quello che hanno sempre chiesto è un professore ‘presente’ che insegnasse loro a ‘far di conto’. Un ‘sogno’ per gli studenti di quattro classi di un istituto superiore di Adria che, non potendone più delle assenze del loro insegnante, hanno deciso di rivolgersi al nostro quotidiano con la speranza che qualcuno si muova per garantire quello che è un diritto sancito dalla Costituzione: l’istruzione.
"Si dice che la matematica non sia un’opinione, che andare a scuola sia un diritto, e che insegnare sia un dovere oltre che ad essere un lavoro — spiegano gli studenti —. Ma, soprattutto, secondo noi, l’insegnamento è una vocazione. Imparare la matematica, come le altre materie, per noi alunni è una cosa molto importante perché si tratta di una delle materie base della nostra scuola, senza, ovviamente, nulla togliere alle altre. Purtroppo per noi però — proseguono con amarezza gli studenti — questa materia per quasi tutto l’anno scolastico ci è stata negata. Il motivo è presto detto: la causa è da imputare alle numerose assenze dell’insegnante titolare della cattedra che, attualmente, manca da circa un mese".
Assenze ‘scaglionate’ che, difficilmente, pare superino le due settimane non permettendo di nominare un supplente della stessa materia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto i ragazzi a fare qualcosa in vista del loro futuro. Una mossa per non restare in balia degli eventi, considerando che l’insegnante — di cui i ragazzi fanno nome e cognome — pare sia stato presente con il conta gocce. "Noi studenti — sottolineano ancora i giovani — ignoriamo il motivo delle così numerose assenze e vogliamo pensare che abbia i suoi buoni motivi per non essere presente alle lezioni. Ma un fatto è certo: a noi viene negato l’insegnamento della matematica. Questo andrà a discapito del nostro futuro e della nostra formazione scolastica. Per cui noi ci troveremo svantaggiati rispetto agli altri studenti che potranno imparare questa materia".
Parole pronunciate da giovani che, però, lasciano trasparire tutta la loro saggezza. "Non bisogna anche dimenticare l’ enorme sacrificio delle nostre famiglie per mandarci a scuola — aggiungono ancora gli alunni —. Pertanto noi vorremmo chiedere alla collettività, o a qualcuno che ci possa ascoltare ed aiutare di risolvere il nostro problema".
Un appello molto chiaro, una richiesta di Sos lanciata al mondo degli adulti che non può e non deve restare indifferente anche se i ragazzi ritengono doveroso fare una precisazione. Una precisazione dove si sottolinea la grande disponibilità del preside che, con grande professionalità, ha ascoltato le richieste dei ragazzi cercando di risolvere il problema. Un impegno che si sta scontrando da tempo con quella che, in Italia, è la più grande nemica della: la burocrazia. "Resta inteso che al nostro preside, abbiamo fatto presente più volte il problema — concludono i ragazzi — ma evidentemente non ha i mezzi necessari per risolvere la questione. Così, però, non si può certo andare avanti".
di Marco Signorini
Il popolare cantante si esibirà nel Teatro Comunale di Adria l'8 aprile assieme alla sua Big Band, proponendo un repertorio accattivante, fatto di buona musica e ironia: è la miscela vincente