Il candidato di An Luca Bellotti quasi sicuro alla Camera. Entra in Parlamento Emanuela Munerato (Lega Nord), 42enne operaia di Lendinara
Rovigo, 15 aprile 2008 - UNA VITTORIA strana quella del Pdl. Un trionfo che, per quanto nettamente superiore a quanto previsto dai sondaggi, ha scosso tutti gli equilibri elettorali. Soprattutto per quanto riguarda i candidati polesani. A scombinare tutti i piani dei rappresentanti del Polesine ci ha pensato la crescita di consensi ottenuta dalla Lega Nord. Tanto che, salvo colpi di scena, la provincia di Rovigo potrebbe avere un rappresentante in più in parlamento: Emanuela Munerato, 42enne operaia di Lendinara, candidata in decima posizione per la Camera.
Un vero colpo di scena che ha scosso un po’ tutto il Pdl, tanto da mettere in discussione l’elezione di Luca Bellotti (nella foto), al 10° posto per il Pdl alla Camera, e Mauro Mainardi, in decima posizione per il Senato. Oltre alla giovane promessa leghista, poi, potrebbe varcare la soglia di Palazzo Madama, Stefano Falconi, esponente del carroccio di Rosolina.
Insomma, per tutta la serata gli esponenti del Pdl si sono ritrovati in alto mare: pochissime le certezze. Poi, verso mezzanotte, la prima nota positiva è arrivata per l’onorevole Luca Bellotti. Nella lista per la Camera, infatti, dovrebbero slittare i nomi di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, lasciando quindi la porta aperta per l’esponente di An. E’ sul filo del rasoio invece la candidatura di Mainardi: «Da Roma dicono che passeranno 9 candidati — ha spiegato —. Io sono decimo, ma capolista c’è Gianfranco Galan, che non dovrebbe rinunciare al suo incarico di governatore. Quindi potrei passare, ma si sta giocando tutto su gli ultimi conteggi».
IRONIA DELLA SORTE il primo a ricevere la sicurezza di raggiungere il Senato della Repubblica è stato Gino Sandro Spinello, inizialmente dato quasi per spacciato. Grazie al grande numero di voti ricevuti dal Pd in Veneto (e soprattutto a Rovigo, dov’è risultato il primo partito, ndr), però, il vicepresidente della Provincia è riuscito ad ottenere un posto in Senato: «Sono contento. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, in particolar modo Gabriele Frigato, che mi ha sostenuto fino in fondo». Una vittoria che a quanto pare ha fatto rispuntare immediatamente il sereno tra i due candidati. Tanto che si è potuto vedere festeggiare l’ex diessino all’interno della vecchia sede della Margherita: un vero segnale di cosa voglia dire Partito Democratico.
SULLE SPINE invece resta Francesco Ennio, candidato alla camera per l’Italia dei Valori. Essendo solamente quarto in lista, ha visto diminuire le sue possibilità di elezione ogni minuto. Se inizialmente si dava per scontata la presenza di un doppio onorevole in Veneto, a mezzanotte le possibilità erano del 30%. «E’ molto complicato capire cosa succederà — ha spiegato Francesco Ennio —. Il capolista, Antonio Di Pietro, dovrebbe candidarsi in Lombardia, mentre Donadi in Veneto 2. Quindi in Veneto 1 rimarrebbe solo Borghesi. E se ci fosse il posto per un secondo onorevole sarei io... Dipende tutto da pochi voti, è ancora presto per parlare».
Caterina Zanirato
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