Il 25enne Samid Abdelghani dovrà restare in casa dalle 13 alle 15 per non incontrare la ragazza mentre torna da scuola Commenta
Rovigo, 16 maggio 2008 - QUANDO PASSA per Lendinara inizia ad agitarsi, il suo cuore batte forte dall’agitazione e, ogni giorno, teme di poterlo rivedere. Non è facile per la 14enne, residente nella Bassa Padovana, convivere con l’idea di incontrare nuovamente l’uomo che, poco più di un anno fa, il 23 febbraio, l’ha aggredita per abusare di lei. Un marocchino 25enne — Samid Abdelghani — che venne arrestato dai carabinieri e finì dietro alle sbarre con l’accusa di violenza sessuale. Fino alla fine di aprile quando, per un ‘disguido’ nelle procedure di notifica degli atti giudiziari, è uscito dal carcere per la scadenza dei termini di custodia cautelare.
IL MAGREBINO si trova ormai da qualche settimana a Lendinara dove ha semplicemente l’obbligo di firma, ossia quello di recarsi tutte le sere a firmare in caserma dai carabinieri in attesa che si celebri l’udienza preliminare a suo carico, il 5 giugno. Non è escluso quindi che potrebbe incontrare in qualsiasi momento la ragazza, soprattutto nel primo pomeriggio quando lei torna da scuola.Ed è proprio per evitare che questo possa succedere che il tribunale di Padova ha ‘inasprito’ la misura cautelare emessa nei suoi confronti, obbligandolo a restare nella casa dei connazionali che lo ospitano dalle 13 alle 15, oltre che, ovviamente dalle 21 alle 7 di mattina.
UNA MISURA dettata dal fatto che la giovane, proprio nel primo pomeriggio, torna a casa in autobus da Rovigo — la città dove studia — e si trova a passare proprio per il centro altopolesano dove il pullman si ferma in sosta per pochi ma per lei interminabili minuti. Ora, con questo nuovo provvedimento, almeno questo rischio dovrebbe essere scongiurato.
QUEL GIORNO, secondo la ricostruzione fatta dalla giovane studentessa, il marocchino la fece immobilizzare dal complice e poi, dopo essersi spogliato e averle strappato i pantaloni e la biancheria intima che indossava, si stese sopra di lei per abusarne sessualmente. Toccamenti alle parti intime e maltrattamenti che, per poco, non arrivarono fino alla penetrazione.
La ragazza, attorno alle 18, era uscita di casa per recarsi a trovare i nonni. Pochi metri percorsi a piedi e, in una strada poco illuminata, venne afferrata da due extracomunitari che la portarono dietro al cespuglio di una vicina area verde per violentarla. Momenti che resteranno per sempre scolpiti nella sua memoria e che solo una grande fortuna ha impedito avessero conseguenze ancora peggiori. Quando l’extracomunitario stava per abusare completamente di lei venne infatti distratto dai fari accecanti di un’auto che stava passando da quelle parti permettendo alla giovane di divincolarsi e di raggiungere la casa dei nonni in preda alla disperazione. Poche settimane dopo, però, la forza d’animo della 14enne, che ha cercato di reagire subito al dramma capitatole, venne premiata. I carabinieri delle stazioni di Lendinara, Badia e del Nor di Rovigo infatti assicurarono alla giustizia il malvivente.
IL VIOLENTATORE venne visto proprio dalla stessa 14enne che lo incrociò al centro commerciale «Base» di Lendinara dove, per fatalità, si trovavano entrambi. La giovane era in compagnia del padre che è riuscito a mantenere il sangue freddo e a chiamare i militari dell’Arma che, appena fuori dal punto vendita, hanno fermato, identificato e condotto in carcere lo straniero.
di MARCO SIGNORINI
Il consigliere comunale Aldo Guarnieri propone, con una mozione, di dedicare un luogo pubblico alla leggenda del rugby rossoblù