Le quotazioni hanno registrato un calo del 5,2%. La tipologia di abitazioni più richiesta è il trilocale, le zone preferite sono il Sacro Cuore e San Bortolo. Il target medio ha una disponibilità di spesa che si aggira sui 200mila euro
Rovigo, 17 maggio 2008 - Crollo drastico per il mercato immobiliare a Rovigo. Nel secondo semestre del 2007, secondo i dati dell’osservatorio di Tecnocasa, le quotazioni immobiliari hanno registrato un calo del 5.2%. Una grande perdita, se si considera che nel primo semestre dell’anno scorso tutto faceva presupporre a una ripresa - seppur lenta - dei prezzi delle case: fino a giugno le quotazioni registravano un +0,2%.
Poi l’estate. E l’abbattimento dei prezzi delle abitazioni, nuove e usate, in tutte le zone della città. «Un calo determinato dalla presenza di nuove costruzioni sorte alla periferia di Rovigo — spiega Tecnocasa —, che hanno aumentato l’offerta degli immobili sul mercato e ne hanno calmierato i prezzi. Questi ultimi infatti si sono ridimensionati in tutta la città, compreso il centro, dove si registra anche un allungamento dei tempi di vendita. In zona resiste la domanda per investimento, sia per gli appartamenti che per i negozi e gli uffici. Il target medio ha una disponibilità di spesa che si aggira intorno a 200 mila euro».
La tipologia di abitazioni più richiesta è il trilocale. E al loro interno, molto richiesta è la presenza di una cucina abitabile e soprattutto del box, molto difficile da trovare.
Le zone più ‘in’ sono piazza Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele, dove però si realizzano poche compravendite (molti immobili sono di proprietà di enti pubblici o di Istituti di Credito) e per una soluzione ristrutturata si pagano cifre medie di 2000-2200 euro al metroquadro. A seguire, molto richiesta è la zona del Sacro Cuore, dove ci sono case indipendenti costruiti tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80. Per un buon usato, qui, si spendono cifre medie di 1500-1600 euro al metroquadro. Per una soluzione indipendente si parte da valori di 300 mila euro.
Apprezzato anche il quartiere S. Bortolo, che sorge a ridosso del Centro. Per un buon usato si spendono in media 1650 euro al metroquadro. Sono iniziati da poco, poi, i lavori per la riqualificazione di un’ex area dismessa dove sorgeranno edifici residenziali e box. Questi ultimi si vendono a 25-28 mila euro.
In diminuzione le quotazioni in zona Commenda ovest, con un mercato immobiliare molto eterogeneo. Ci sono ex case popolari anni ’50, senza ascensore e in cattive condizioni che costano circa 900 euro al metroquadro, acquistate soprattutto da stranieri. Nella parte est del quartiere sono disponibili soluzioni singole che partono da un minimo di 350 mila euro. Qui sono in fase di ultimazione delle villette a schiera e piccoli contesti condominiali. Il nuovo costa 1700 euro al metroquadro.
Nuove costruzioni in arrivo anche a San Pio X: bifamiliari e villette a schiera di qualità medio elevata, in media 1600 euro al metroquadro. In aumento la domanda di abitazioni in affitto, soprattutto da parte delle coppie giovani, con più difficoltà ad accedere a crediti rispetto al passato.
Quotazioni in contrazione anche nelle zone di Borsea e Tassina dove si registrano rallentamenti soprattutto sul mercato del nuovo. Si allungano i divari di trattativa, con offerte spesso inferiori alla richiesta dei proprietari. In Tassina comprano soprattutto giovani coppie di 30-35 anni. Per una soluzione nuova si spendono circa 1500 euro al metroquadro. A Borsea, invece, vincono le abitazioni esistenti: si spendono cifre medie di 1100 euro al metroquadro. Forte richiesta anche da parte di extra-comunitari che hanno budget ridotto e li costringe a spostarsi in paesi a circa 10 km da Rovigo.
L’abbassamento dei prezzi non coglie certamente impreparati gli investitori: il trend è in linea con il mercato nazionale (-1,5%). E il mercato degli immobili, dal 1998, non aveva ancora smesso di crescere. Secondo Tecnocasa, una delle cause maggiori è la stretta creditizia in atto, visto che nel 2007, le banche segnalano una diminuzione delle erogazioni dello 0,23% rispetto al 2006.
di Caterina Zanirato
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