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ROSOLINA

Tenta di uccidersi col gas, esplode una palazzina

Il 54enne Carlo Roiter ricoverato al centro grandi ustionati di Padova. Vivi per miracolo i vicini che lo hanno salvato dalle fiamme. All'uomo sono contestati gravi reati

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pompieri Rovigo, 30 maggio 2008 - UN BOATO TREMENDO, poi il fumo e una pioggia di mattoni e calcinacci come se un missile si fosse appena abbattuto sulla loro casa. E’ stato questo il risveglio delle nove famiglie residenti in una palazzina di via Po di Bortolo, nel cuore di Rosolina, dove una delle ali è stata letteralmente sventrata dall’esplosione causata dal gas. Una fuga di gas proveniente dall’appartamento del 54enne Carlo Roiter, ex infermiere, che ora si trova ricoverato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita all’ospedale di Padova per le gravi ustioni riportate.

LA SCINTILLA che ha provocato l’esplosione è scoccata attorno alle 5.50 quando l’uomo, separato, con due figlie, e da tempo senza lavoro, avrebbe deciso di farla finita dopo aver lasciato aperto i rubinetti del gas. Un gesto estremo che, solo per un miracolo, non ha causato la morte dei vicini di casa del 54enne. A vedersela brutta sono state soprattutto le tre famiglie che abitano nella stessa ala del caseggiato che hanno pensato addirittura all’esplosione di una bomba.
Attimi di terrore soprattutto per le famiglie di Giovanni Broggio e Claudio Boscolo che, seppur sconvolti, non hanno perso un istante e sono corsi a soccorrere il 54enne, ora agli arresti ospedalieri per il reato di crollo di costruzioni.
Ed è proprio nelle fasi concitate dei primi soccorsi che l’uomo avrebbe spiegato a Boscolo che la sua intenzione era quella di farla finita.

PAROLE bisbigliate prima dell’arrivo dei sanitari del Suem 118 che hanno condotto il 54enne, ancora cosciente, alla casa di cura privata «Madonna della Salute» di Porto Viro da dove è stato poi trasferito a Padova con l’elisoccorso.
Tutto mentre i vigili del fuoco erano impegnati a impedire che il fuoco si propagasse anche nelle altre abitazione sotto lo sguardo disperato di Claudio Boscolo e sua moglie Marghita Caralova che, per i gravi danni riportati alle strutture portanti, sono stati costretti ad abbandonare la loro casa.

LE DINAMICHE dell’esplosione sono ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Adria, diretta dal capitano Riccardo Marchi, anche se, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che Roiter avesse lasciato aperti i rubinetti dei fornelli, per poi accendere un fiammifero quando ormai l’ambiente era saturo.
A confermarlo sembrano essere le gravi ustioni riportate sul volto e sulle mani del 54enne, constatate dai medici del pronto soccorso di Porto Viro. «Il paziente è arrivato da noi con ustioni tra il 15 e 18% del corpo — conferma la dottoressa Monica Moro — e ci siamo visti costretti ad intubarlo e a metterlo sotto anestesia generale, anche a causa dei seri danni provocati alla laringe dal fuoco».

I MILITARI, intanto, stanno già cercando di fare luce sulle possibili cause che avrebbero spinto il 54enne a farla finita e, tra le testimonianze raccolte, c’è proprio quella di Boscolo.
«Prima di essere condotto via dai soccorritori — racconta il vicino — Roiter mi ha spiegato che non ce la faceva più ad andare avanti così e che voleva farla finita. E’ stato terribile vedere lui in quelle condizioni e la mia casa andata distrutta».
Boscolo, nei prossimi giorni, troverà alloggio in un Bed & Breakfast assieme alla moglie in attesa che il Comune riesca a trovargli un alloggio temporaneo.
«Abbiamo visto la morte in faccia — prosegue il vicino di Roiter —. In un primo momento abbiamo pensato a un forte tuono ma poi, quando ho visto il fumo e sentito l’odore del metano, ho capito tutto. Fortunatamente, ieri sera, nonostante ci fosse caldo, ho deciso di chiudere la finestra del bagno confinante. Se non lo avessi fatto e se il gas fosse riuscito a penetrare in casa mia non so se ora sarei qui a parlarne».

SCONVOLTA anche la moglie Marghita. «Di solito, a quell’ora, per prepararmi e andare al lavoro — spiega la donna — vado sempre in bagno. Solo per pochi minuti, questa mattina (ieri ndr) non mi è crollato tutto addosso. Altrimenti poteva essere una strage».
Il bagno della famiglia Boscolo, infatti, è andato praticamente distrutto e anche la camera da letto e il soggiorno hanno lesioni tali da richiedere lavori di ristrutturazione che andranno avanti per mesi.
L’ingresso dell’abitazione del 54enne — composta da due camere da letto, bagno, angolo cottura e soggiorno — era l’unico autonomo e forse anche questo si è evitato che gli effetti dell’esplosione fossero ancora più devastanti per gli altri appartamenti.
Del fatto è stato immediatamente informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore Sabrina Duò, che è stata sempre tenuta al corrente dell’evolversi della situazione.
Tra i reati contestati dai carabinieri e al vaglio della magistratura anche quelli di tentata strage e danneggiamento aggravato.
 

di Marco Signorini










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