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EDUCAZIONE A SCUOLA

Cultura e regole, ecco come si vince il bullismo

Sono state premiate a Porto Viro le 13 scuole partecipanti al progetto "Diritti umani e violenza nelle scuole" della Regione Veneto. Decisamente importante il messaggio emerso nell'incontro: un no al bullismo e alle prepotenze

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bullismo Rovigo, 30 maggio 2008 - Il bullismo si vince facendo crescere tra i giovani la cultura del rispetto delle regole e, soprattutto, della dignità della persona e la solidarietà nei confronti dei più deboli. È il messaggio emerso oggi a Porto Viro, in occasione della giornata in cui sono state premiate le 13 scuole partecipanti al progetto «Diritti umani e violenza nelle scuole» della Regione Veneto, che hanno realizzato una serie di elaborati di diversa tipologia: slogan, poster, video, cartoon. Sono intervenuti l'assessore regionale ai diritti umani Isi Coppola, Gianluca Gini dell'Osservatorio regionale sul bullismo e il questore di Rovigo Amalia Di Ruocco.
 

 

La diversa chiave di lettura, quella dei diritti umani e della cooperazione, con cui la Regione affronta il fenomeno del bullismo è stata messa in evidenza dall'assessore Coppola. Ne è nato questo progetto sperimentale per sensibilizzare i ragazzi, i docenti e le famiglie. L'assessore ha sottolineato «l'importanza di farsi carico tutti insieme di questi temi, analogamente a quanto il Veneto ha già ampiamente dimostrato di saper fare in materia di volontariato e solidarietà».
 

 

Il questore Di Rocco ha ricordato le finalità del progetto di educazione alla legalità realizzato in provincia di Rovigo, che vede gli agenti della Polizia di Stato andare per le scuole a parlare di temi come il bullismo. Il prof. Gini ha commentato i risultati del questionario sulla percezione che gli studenti hanno del fenomeno del bullusmo, che nell'85% dei casi si manifesta in presenza di altri ragazzi che appoggiano il bullo o rimangono indifferenti.

 

I bulli sono tanto maschi quanto femmine e agiscono, in genere, in gruppo. Il tipo più diffuso di violenza (circa il 30%) è comunque quello verbale. L'indagine ha confermato che forme di violenza vengono compiute anche via telefonino (sms o video), ma è un fenomeno che al momento - ha detto Gini - nel Veneto non sembra allarmante.
 

Gli istituti che hanno partecipato al progetto sono la Scuola media «S. Ricci» e l'Istituto Magistrale «G.
Renier» di Belluno; l'Istituto comprensivo «L. Chinaglia» di Montagnana (Padova), la Scuola media «T.
Dal Monte» di Mogliano Veneto e l'Istituto Tecnico Statale per il Turismo «G. Mazzotti» di Treviso; l'Istituto comprensivo «Gramsci» di Camponogara e la Scuola polo «L. Stefanini» di Mestre (Venezia); la Scuola media «M. L. King» di Verona; la Scuola media «A. Giuriolo» di Arzignano e l'ISS «Masotto» di Noventa Vicentina (Vicenza); l'Istituto comprensivo di Porto Viro e l'ITCSG «G. Maddalena» di Adria (Rovigo).










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