La donna è stata presente alla rissa fra immigrati, nella quale ha perso la vita l'immigrato di 22 anni. Oggi è stata bloccata sul parapetto di un ponte a Ca' Morosini. "Sono in preda ai sensi di colpa per quanto è avvenuto quella sera", ha detto ai soccorritori
Verona, 18 giugno 2008 - In preda al senso di colpa, ha tentato di gettarsi nell'Adige una delle due donne italiane che hanno assistito alla tragica rissa in una discoteca del Veronese, nella quale ha perso la vita un giovane immigrato, Jamal Emmati, marocchino di 22 anni. La donna è ritenuta una testimone importante per fare luce sulla rissa e soprattutto per identificare chi abbia sferrato il colpo di bottiglia alla testa dell'immigrato. Un colpo che si è rivelato fatale.
La giovane, residente in un paesino nel padovano, e' stata bloccata da un automobilista mentre era a cavallo del parapetto di un ponte sull'Adige a Ca' Morosini, tra Lusia e Lendinara, nel rodigino. La donna ha detto di sentirsi in colpa per l'episodio di sabato scorso nella discoteca di Bevilacqua (Verona). Vi si era recata con un amica di 33 anni di Trecenta (Rovigo). Nel locale, quella sera, c'erano soprattutto govani marocchini: uno di loro ha rivolto pesanti apprezzamenti alla donna di Trecenta ed è stato allontanato. E' scoppiata una rissa fra i marocchini, e uno è stato colpito alla testa. E' morto all'ospedale di Legnago, per il grave trauma cranico riportato.
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