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Vanno in beneficenza i capi contraffatti sequestrati

Tolte le etichette, 2500 abiti alla Onlus 'Volontari della speranza' di Rosolina. Recuperati altri 80mila euro spariti con la truffa dei mutui

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Finanza Rovigo, 24 giugno 2008 - ALTRI 80MILA EURO sequestrati dalla Guardia di Finanza di Rovigo e dai colleghi della tenenza di Occhiobello. Il sequestro del denaro è avvenuto nell’ambito dell’operazione «Easy money» che aveva portato alla denuncia di 95 persone per una truffa ai danni della Banca Antoneveneta.
 

Una truffa da 4 milioni di euro architettata nei minimi dettagli che, lo scorso fine settembre, aveva portato all’emissione di sei ordinanze di custodia cautelare. Il meccanismo che — secondo l’accusa — consisteva nel riuscire ad ottenere mutui da una filiale bolognese di Bipop Carire per impossessarsi del denaro dell’istituto di credito, era molto semplice e avveniva con la complicità di un direttore e di un perito che gonfiava il valore degli immobili. Necessari però, erano anche i prestanome (le 95 persone denunciate) che, fornendo anche documenti falsi in cambio di 10mila euro, diventavano gli intestatari di mutui di cui i truffatori pagavano regolarmente le prime rate per non destare sospetti.
 

Un piano astuto architettato, secondo gli investigatori, da un 42enne di Ostellato che gestiva un’agenzia immobiliare proprio nel capoluogo emiliano.
Un piano che, però, è stato sventato dalla Finanza in collaborazione con i carabinieri della Compagnia di Castelmassa.

ED È PROPRIO ieri che le Fiamme Gialle, in occasione della festa per il 234° anniversario della fondazione, hanno comunicato che sono stati consegnati in beneficenza ad una onlus un ingente quantitativo di capi contraffatti sequestrati.
Si tratta di 2500 capi abilmente contraffatti messi sotto sequestro circa un anno fa dai militari di Adria che sono stati destinati ai «Volontari della speranza» di Rosolina.
 

«Non è stato facile ottenere il permesso per poter destinare in beneficenza quanto a suo tempo sequestrato — osserva il comandante provinciale della Finanza, Michele Piemontese —. I capi, di ottima fattura, recavano infatti i marchi delle più note griffe di moda, rigorosamente e abilmente falsificati. Si è dovuto attendere, innanzitutto, l’esito delle perizie disposte disposte dalla Procura di Padova che ha accertato ufficialmente la falsità dei marchi. Solo al termine di questa complessa attività, che ha richiesto l’interessamento di diverse case di moda, la magistratura ha autorizzato la donazione dei capi a condizione che dagli stessi, ove fosse possibile, venissero rimossi i marchi contraffatti. Un lavoro certosino — conclude il comandante — che è stato svolto nei locali della tenenza di Adria dove i volontari della Onlus, assistiti dai finanzieri, hanno asportato etichette, fibbie e cartellini riportanti i marchi falsi. Unici strumenti a disposizione taglierini e forbici da sarto».
Il vicepresidente dell’associazione, Isaia Tommasi, ha espresso grande soddisfazione per un gesto che valorizza l’operato delle Fiamme Gialle.
 










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