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IL PUNTO

Insulti e sputi: alla sbarra sette giovani bulli

Erano in undici contro un ragazzo: il 30 aprile scorso il 22enne viene fatto sedere su una panchina e per mezz’ora dovette sopportare il ‘trattamento’ dei bulli. Sette del branco, tutti giovanissimi, a processo

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bullismo, aggressione Rovigo, 25 giugno 2008- Gli hanno tagliato i capelli contro la sua volontà tenendolo bloccato per pochi ma interminabili minuti. Attimi di terrore per Alessandro Tidon, un 22enne residente nella periferia di Rovigo, che ieri ha raccontato la sua drammatica esperienza davanti al giudice per le udienze preliminari Alessandra Testoni. Gup che ha disposto il rinvio a giudizio di sette degli undici bulli che, nell’aprile di un anno fa, lo avevano preso di mira.

Il prossimo 2 dicembre, alla sbarra ci saranno i 20enni rodigini Luca Fraccon, Andrea Lucchin, Tobia Bagatin e Francesco Cesaretto, il 19enne Giovanni Paolo Corazza e il 22enne Davide Piazza. Per tutti le accuse vanno dalla violenza privata al sequestro di persona, lesioni, ingiurie e minacce. Reati pesanti di cui saranno chiamata a rispondere davanti alla corte. Meno grave invece la posizione del 19enne Andrea Occhiogrosso che andrà a processo soltanto per il danneggiamento dell’auto del giovane che avevano preso di mira.

Il ragazzo, quel terribile 30 aprile, venne immobilizzato su una panchina nella piazza delle due torri dove subì offese e sputi finché non spuntò addirittura la forbice. Quella che servì a tagliargli i capelli, una sorta di trofeo per coloro che lo hanno malmenato. Il tutto ripreso dai videofonini di alcuni membri del gruppo che, a turno, si sarebbero divertiti alle spalle della malcapitata vittima che, per mezz’ora, rimase in loro balia. Un ‘gioco’ senza senso per guadagnarsi qualche istante di finta gloria e per far girare su Internet la grande impresa compiuta. L’ultima assurda moda che sta coinvolgendo sempre più giovani, soprattutto in Polesine.

La vicenda ebbe inizio il 10 aprile del 2007 quando il giovane, dall’aspetto mite e ingenuo, scoprì che la sua auto — una Fiat Panda — era stata praticamente distrutta da due giovinastri: un 17enne, il capo della banda, e un 19enne, compagno di scuola della vittima. I due ragazzi iniziarono a prendere di mira la vettura all’uscita di una trattoria di Pontecchio dove si trovava anche il 22enne, salendo sopra il tetto dell’auto e provocando danni anche al cofano. Calci e pugni a tutta la carrozzeria che sono costati al giovane e alla sua famiglia 2.400 euro di danni. Un vero e proprio atto di vandalismo gratuito dettato forse dalla voglia di dimostrarsi forti nei confronti di chi non poteva difendersi. Solo l’antipasto di quello che il 22enne dovette subire 20 giorni dopo.

Erano le 19 del 30 aprile, infatti, quando il 22enne incontrò uno dei suoi aggressori, riconoscendolo. Il giovane, a quel punto, all’altezza di piazza Matteotti, venne circondato da 11 giovani, che lo costrinsero a sdraiarsi su una panchina. Poi iniziarono sputi e botte e per finire avvenne il taglio dei capelli. Minuti di terrore che costrinsero il ragazzo a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia dove i medici gli diedero una prognosi di 7 giorni per stress emotivo ed escoriazioni alle braccia e al dorso. E’ a quel punto che il padre del giovane decise di sporgere denuncia dai carabinieri che iniziarono le indagini, trasmettendo gli atti al sostituto procuratore Silvia Ferrari e al tribunale dei minori di Padova. Già perché quattro degli undici bulli, non avevano ancora raggiunto la maggiore età.

di Marco Signorini










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