L'assessore e presidente del Coni parla del momento nero dello sport di Rovigo. "L’ufficio tecnico comunale non funziona, tutto resta bloccato"
Rovigo, 4 luglio 2008 - MANCA SOLO il cartello chiuso per ferie, sostituto a settembre da quello chiuso per fine attività. La pallavolo femminile neopromossa in B1 vende i diritti e chiude i battenti, la pallamano dopo aver chiuso la stagione al sesto posto nel campionato nazionale maschile di serie A2 forse ripartirà dalla serie C, la storica società ciclistica Mantovani in crisi, le due discipline maggiori della città rugby e calcio sempre sulla bocca di tutti, la prima per i soliti problemi di “schei” ed il cambio continuo di presidenti che sta a dimostrare la fragilità della società, la seconda per le perplessità dopo la retrocessione in serie D. Chi non ha problemi è il baseball che sembra “vivere” in un’altra città (in piena lotta per i play off per la serie A2).
Assessore Giuseppe Osti, alcune società dicono di aver chiuso i battenti perché l’amministrazione li ha abbandonati.
«Non so con chi abbiano preso contatti in amministrazione comunale, so che in tal senso sono attivi il sindaco e il suo vice. Da parte mia, come assessore allo sport, promesse a vuoto non ne ho mai fatte. So come è nata la stagione sportiva della pallavolo e sapevo che non aveva nessuna prospettiva, perché non si può fare un campionato con 9 atlete senza riuscire a creare la vera linfa della prima squadra, cioè il settore giovanile. Hanno creato una società dal tetto senza fondamenta».
Pallamano
«Mi spiace per il declino di una disciplina che ho fondato in Polesine e di cui sono stato presidente provinciale ai tempi di Concetto Lo Bello. Anche in questo caso, però, se si vuole rilanciare questo sport, c’è bisogno di partire dalle scuole e non ancorare la sua vita ad una sola società. Massimo rispetto, stima e riconoscenza per Gianni Veronese, senza i cui sacrifici la pallamano di vertice non sarebbe esistita».
Ciclismo.
«Preoccupante è il silenzio che è caduto sulla Mantovani circa la mancata effettuazione del 51° giro della Provincia. In altri tempi, quando ero assessore provinciale allo sport trovai personalmente i finanziamenti ed il Giro fu fatto per 2 anni in Basso Polesine. Oggi non si è fatto alcuno sforzo, però si fanno nel Polesine 3 tappe del Giro d’Italia femminile, la cui spesa preventivata è eccessiva rispetto alla valenza della manifestazione».
Rugby e calcio.
«Sulle difficoltà che vivono gli sport di vertice bisogna fare una riflessione: se l’economia polesana può o meno sostenerli. Perché oggi gli enti locali non sono più in grado, tranne nelle regioni a statuto speciale, di erogare sostanziosi contributi. Vorrei fare una puntualizzazione su quanto detto dall’amico consigliere Aldo Guarnieri: grazie alle mie iniziative e alle mie intuizioni nel 2007 il Comune, direttamente o indirettamente, ha erogato ben 300 mila euro».
A livello di impiantistica, Rovigo zoppica vistosamente: proviamo a lasciar stare i campi di calcio e rugby, ma il palasport di via Bramante è da anni che non subisce opere di ristrutturazioni, con il tabellone rotto e sostituto verso la fine campionato, il campo da baseball in attesa di una nuova ubicazione e ora, che è stato trovato il terreno, i lavori non sono partiti, il campo di atletica ridotto a gare provinciali, quando c’è già un progetto, quasi interamente finanziato, che attende solo alcune firme. Insomma, come stanno le cose?
«Come sono state descritte nella domanda. Con un ufficio tecnico comunale che non funziona perché non vuole collaborare con il settore impianti sportivi del Coni. E’ un insulto che, pur avendo da più di un anno la disponibilità di 600 mila erogati dalla Fondazione della Cariparo per la ristrutturazione del campo di atletica leggera, tutto sia ancora fermo. Lo sa bene il presidente Fidal, Provino Piva, che ogni 15 giorni si vede il progetto rinviato e con l’inflazione che c’è la cifra iniziale si riduce di mese in mese, costringendo così il Comune ad un aumento di spesa».
Nella recente classifica delle olimpiadi delle province stilata dal Sole 24 ore la provincia di Rovigo ne è uscita con le ossa rotte: ultima in Veneto. Cosa fare per rialzare la testa?
«E’ un problema legato soprattutto all’impiantistica sportiva. Non si è mai volutamente investito in strutture adeguate e la nostra città è rimasta ferma allo sport scolastico in palestre del tutto inidonee ed inadatte a chi vuol fare sport di vertice e anche il nuovo che avanza (palestra provinciale che sorgerà al Liceo Scientifico) ricalca questa vecchia abitudine. Si salvano i Comuni del Basso Polesine i cui palasport sono stati pensati in maniera polifunzionale, mentre in ambito privato i “padroni” dell’Autodromo Altoè e Cavicchi stanno costruendo un mega impianto dove confluiranno le maggiori manifestazioni sportive e non».
La 'guerra' alla zanzara tigre è ancora aperto. Il Comune informa che all'Urp o in portineria all'Asm sono in distribuzione confezioni da 12 compresse larvicide da utilizzare per tombini, sottovasi e contenitori con acque stagnanti. Ogni residente può ritirare una confezione.