I polesani spendono tre milioni di euro ogni anno per l'acquito del materiale scolastico per i figli. Il liceo classico è il più caro seguito a ruota dallo scientifico. Intanto anche l'Antitrust indaga sui prezzi eccessivi
Rovigo, 1 settembre - Ora interviene anche l'Antitrust, ma sui costi dei libri scolastici, dei materiali e, in generale, dello ‘stare a scuola’, il dibattito ciclicamente si riapre senza trovare punti di approdo. Solo per i libri si stima, in Polesine, che la ‘torta’, mettendo assieme medie e superiori, superi i 3 milioni di euro. E spesso poco vale aggirare i costi con i mercatini dell'usato o il comodato gratuito (che potrà diventare prassi), perché le edizioni cambiano con una rapidità così impressionante che, appunto, è stata avviata pochi giorni fa un'indagine conoscitiva da parte dell'Antitrust.
Il record di spesa spetta al liceo classico: al terzo anno (I liceo) si spendono per i libri ben 370 euro, in IV ginnasio 320 e in quinta ginnasio 315. Nel quinquennio le famiglie di un alunno che frequenta regolarmente il classico possono così arrivare a sborsare, solo di libri in adozione, quasi 1500 euro. Anche allo scientifico il terzo anno è quello più ‘caro’ per le famiglie (310 euro), mentre alle magistrali la spesa maggiore la si affronta in prima classe (310 euro). E nei vari licei sono coinvolte in provincia più di 3000 famiglie. Ma ai tecnici i costi non declinano certo di molto, con il primo e il terzo anno, ancora una volta, in cima alla classifica.
Leggermente meglio va ai professionali dove, in certi corsi e per certe classi, all'Ipsia, il tetto ministeriale non supera i 125 euro; 130 per l'alberghiero. E, comunque, in vari casi i collegi dei docenti hanno anche chiesto deroga motivata per superare il tetto di spesa stabilito (e su questo ora sta facendo verifiche il ministero). Non bastasse, restano fuori dal tetto, ad esempio, i dizionari e il materiale di cancelleria, obbligatorio e costoso per certi indirizzi (vedi l'artistico, i periti o i geometri).
E, infine, meglio non scordarsi che se la spesa dei libri è quella che più pesa per le famiglie tra agosto e settembre, tante altre voci in uscita attendono i genitori nei mesi a venire: le tasse di iscrizione (che ormai sono attorno o sopra i 100 euro negli istituti superiori della nostra provincia), le certificazioni, gli spettacoli, le gite ecc..
Ma c'è una voce nettamente prevalente sulle altre in Polesine: il trasporto. Calcolando che il 65% degli studenti che frequentano, soprattutto le superiori, viaggiano come pendolari, si prospetta per le loro famiglie un aggravio di uscite che si aggira mediamente tra i 250 e i 400 euro l'anno. Una voce molto importante soprattutto per i distretti del basso-polesine, dove il pendolarismo tocca punte ben oltre il 70% , e dell'alto-Polesine. Tra l'altro la nostra provincia ha un bilancio positivo a consuntivo delle entrate-uscite degli alunni: sono oltre 2000 quelli che provengono dalle realtà territoriali limitrofe e circa 500 i polesani che escono in direzione opposta. Ma sono anche molti quelli che si muovono, specie in altopolesine, all'interno dei vari poli provinciali. Un meccanismo complesso che, alla fine, porta nuovamente il suo carico di oneri sulle famiglie.
di Osvaldo Pasello
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