La quasi totalità delle persone allontanate aveva precedenti. A confermarlo sono i dati forniti dall’ufficio immigrazione della questura
Rovigo, 7 settembre 2008 - Ventisette stranieri espulsi in un solo mese. A confermarlo sono i dati forniti dall’ufficio immigrazione della questura che, nello specifico, ha emesso 17 provvedimenti di espulsione con contestuale ordine di abbandonare l’Italia entro cinque giorni, accompagnando invece nei centri di identificazione ed espulsione altri sette extracomunitari.
Un cittadino brasiliano e tre marocchini, invece, sono stati direttamente accompagnati agli aeroporti di Bologna e Milano e rimpatriati nei rispettivi paesi.
Si tratta di Hassan Erraquioui, un 51enne che era già stato condannato dal tribunale di Rovigo con sentenza definitiva per il reato di tentata violenza carnale; di Mohamed Benhamou, già condannato dallo stesso tribunale per lesioni personali, porto d’armi, guida in stato d’ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale, furto aggravato, con numerose segnalazioni di polizia. Insomma, una sfilza di reati come quelli di Abdellah Kattar con precedenti per falso, porto d’armi, furto, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Stesso provvedimento anche per Jean Carlos Preste Gomes arrestato dagli agenti del comando polizia locale Polesine Superiore per la violazione dell’ordine di espulsione del questore e poi processato per direttissima con successiva condanna.
La polizia, inoltre, evidenzia che nel centro di identificazione ed espulsione di Milano è stato accompagnato anche il cittadino marocchino Hassan Faiz, già titolare di un permesso di soggiorno in seguito revocato e ottenuto grazie a un matrimonio contratto con una cittadina italiana e rivelatosi frutto di un accordo oneroso.
L’extracomunitario, in sostanza, nel gennaio 2007 si era reso protagonista di rapine messe a segno a Porto Viro a danno di esercizi commerciali, in ordine alle quali era stato tratto in arresto. Proprio il tre settembre lo straniero è stato rispedito in Marocco.
di Marco Signorini
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