Oltre 200 i ragazzi che rischiano di lasciare il mondo dell'istruzione. Il maggior numero di abbandoni si registra fra la terza media e la seconda superiore
Rovigo, 8 settembre 2008 - Nell'ultimo anno scolastico il 2,7% degli studenti tra i 14 e i 17 anni è stato segnalato in provincia 'a rischio dispersione', cioè a rischio di uscita precoce dal sistema di istruzione-formazione. Un dato, che viene dai report della Provincia, che ci pone in una posizione migliore rispetto ad altre vicine realtà territoriali ma che, tuttavia, resta preoccupante. Riguarda, infatti, circa 220 studenti che vanno, in gran parte, dalla terza media al biennio delle superiori. Di questi studenti, dal 2002, si occupa in particolare lo Sportello Ascolto istituito dall’amministrazione provinciale, in rete con gli istituti scolastici, gli enti formativi e la banca-dati Arof.
Ai 220 giovani già seguiti a giugno è stato sommato il rischio di un'altra trentina di studenti provenienti dalle medie o dai Ctp che ancora non davano garanzie di voler proseguire gli studi verso le superiori o la formazione regionale. Cifre importanti, ma sotto controllo, in una realtà scolastica che vede percentuali da record, oggi, nella frequenza degli istituti superiori per la fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, percentuali che superano nel rodigino il 97%, nettamente al di sopra della media regionale (solo 89%) e nazionale (92%). Va ricordato che dal 2007 siamo entrati in regime di obbligo scolastico fino ai 16 anni (che si può assolvere anche nei percorsi della formazione regionale), mentre resta l'obbligo formativo, nell'ambito in particolare dell'apprendistato, fino ai 18 anni: l'obbligo cioè di formarsi (pur lavorando) secondo una proposta modulare messa in campo da Regione e Provincia. Dei 220 studenti a rischio di abbandono dai 14 ai 17 anni ben 134 sono maschi e circa la metà si trova a ridosso dei 17 anni.
Positivo è pertanto rimarcare, secondo i dati rilevati dalla Provincia, che è in sensibile calo il numero di studenti a rischio tra i 14 e i 15 anni, anche se resta da seguire quella trentina di casi provenienti dalle medie che potrebbero, al 15 settembre prossimo, non frequentare alcuno istituto secondario.
La maggior parte dei casi di studenti in ‘uscita’ dalla scuola viene segnalata nel Bassopolesine (ben 83 su totale di 220), a conferma di un trend abbastanza storicizzato; 72 si trovano nel Mediopolesine, dove comunque gravita la maggior parte degli alunni, 65 nell'Alto. E tra i ragazzi di 14-17 anni che potrebbero lasciare l'istruzione-formazione, ormai un 20% è a carico degli stranieri, percentuale in netta crescita rispetto agli anni scorsi.
Dei 220 segnalati alla rete provinciale 177 sono, pertanto, italiani; ma, a seguire, vi sono 18 cinesi, 7 marocchini e poi varie altre etnìe. Il fenomeno nuovo è dunque la dispersione degli studenti figli di immigrati, chiamati spesso precocemente al lavoro.
Con l'obbligo scolastico a 16 anni, confermato anche dal nuovo Governo, il compito di controllo nel territorio rispetto ai rischi di dispersione diventa impegnativo, ma si va consolidando la rete di raccordo tra tutti gli enti, le scuole, la Regione, nel coordinamento della Provincia, coinvolti in questo delicato settore di prevenzione.
di Osvaldo Pasello
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