Il presidente Federico Saccardin: "Solo con la E55 ci saranno meno incidenti". Secondo la Provincia tutti gli incroci pericolosi sarebbero stati messi in sicurezza
Rovigo, 9 settembre 2008 - "La Romea commerciale: è questa la soluzione che serve per farla finita con gli incidenti". Parola di Federico Saccardin, presidente della provincia di Rovigo. Il nome è lo stesso, Romea, e famigerato, dato che per ora la strada statale 309 è la maglia nera in Italia per numero di morti , ma è il ‘nuova’ che fa la differenza. Si sta infatti parlando dell’autostrada E55, che collegherà Orte e Venezia.
"L’iniziativa di una raccolta di firme e di una petizione è certamente pregevole - dice Federico Saccardin - e la sollecitazione all’Anas per mettere in sicurezza la Romea è importante. Ma la soluzione vera è la realizzazione della Romea commerciale: la nuova E45. Soltanto quando tutto il traffico pesante degli autoarticolati verrà dirottato sulla nuova strada, la Romea, quella vecchia, potrà tornare ad essere una grande arteria turistica che valorizzi i territori che attraversa, zone, tra l’altro, di grande interesse artistico e naturalistico".
Per ora la Romea di primato ha quello meno invidiabile di essere la strada più pericolosa d’Italia, con 17 morti per chilometro su un totale di 126,80 chilometri. Nel 2006 hanno perso la vita 10 persone, mentre gli incidenti sono stati 39. Sono dati registrati dall’Aci e dall’Istat. Dopo la Romea, vengono la Pontina, la Pontebbana, la statale del lago di Como e dello Spluga, la Padana superiore e la statale della Valsugana
E Rovigo, Ravenna, Ferrara, attraversate dalla statale 309, sono le tre province in cui c’è il più alto rapporto fra vittime della strada e popolazione.
"La Provincia - sottolinea il presidente Saccardin- per quando riguarda l’obiettivo che ci eravamo dati ad inizio mandato, cioè mettere in sicurezza gli attraversamenti a raso che insistevano sul territorio di Rovigo, ha mantenuto gli impegni. Non ci sono più attraversamenti, l’ultimo di Taglio di Po è in fase di realizzazione. Così abbiamo messo in sicurezza, per quanto potevamo, l’arteria - aggiunge Saccardin-. Tranne qualche breve tratto nel centro cittadino di Rosolina ma che non costituisce pericolo proprio per la dislocazione".
Insomma, almeno secondo Saccardin, per i 21 chilometri di Romea che insistono nel territorio di Rovigo, è stato fatto il possibile.
Il resto, in verità, ossia la manutenzione della strada, la segnaletica e gli altri nterventi la parola spetterebbe all’Anas. Ed è proprio ai dirigenti dell’Anas, oltre che agli amministratori locali, che è stato rivolto un appello, il 5 settembre scorso, dai manifestanti riuniti a Mesola dal Comitato per la sicurezza stradale ‘F. Paglierini’, dopo l’ennesimo incidente mortale.
Per quanto riguarda l’Anas però, negli ultimi anni il tasto dolente è stato quello della mancanza di fondi per gli interventi. E anche in futuro, nonostante il contratto di programma firmato nel 2007 preveda investimenti per 3.560 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, i finanziamenti potrebbero mancare. L’Anas ha infatti certezza solo di 1.560 milioni di euro per il 2009: per il 2009 mancano così 2.002 milioni, per il 2010 e per il 2011 l'intera cifra di 3.560 milioni di euro.
E così il Comitato per la sicurezza stradale ‘F. Paglierini’, è già sul piede di guerra e promette: "Se entro breve non si faranno interventi, tra un mese e mezzo bloccheremo la Romea".
di Tiziana Piscopello
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