Flessione delle presenze, nessun incidente e qualche multa. Postazioni fisse in calo del 30%, vietato l'uso dei pallini di piombo
Rovigo, 22 settembre 2008 - Prima giornata di caccia lievemente sottotono, ieri, nel Polesine. Gran parte delle 4.250 doppiette iscritte agli ambiti della provincia di Rovigo hanno inbracciato il fucile. Ma, mentre sulla terrà c’è stato lo stesso afflusso degli altri anni, nella zona lagunare-valliva le presenze, almeno negli appostamenti fissi, sono state un 30-40 per cento in meno.
Effetto, probabilmente, dell’applicazione, ad una settimana dall’apertura del cosiddetto decreto ‘Pecoraro-Scanio’, che, fra le altre cose, ha vietato l’uso dei pallini di piombo. Così è possibile che qualche postazione sia stata lasciata libera, all’ultimo momento, anche per la difficoltà di alcuni cacciatori a reperire i nuovi munizionamenti, in acciaio, previsti dal decreto della regione Veneto applicato due settimane fa. Ad impedire la caccia, a qualcuna delle oltre 4mila doppiette del Polesine, potrebbe esser stata anche la difficoltà a modificare in corsa i fucili che non fossero del tipo ‘a tre stelle’, gli unici che possono utilizzare senza problemi i pallini in acciaio anziché quelli di piombo.
Tutto è andato liscio nell’uso dei richiami vivi, previsto dalla Regione del Veneto nella caccia agli uccelli acquatici.
I vigili provinciali impiegati nella sorveglianza sono stati in tutto 14, coadiuvati da una trentina di guardie volontarie. In tutto i controlli sono stati 250. Scarso il numero di verbali fatti ai cacciatori: poco più di una decina in tutto. "Verbali elevati- spiega Monica Attolini, comandante della polizia provinciale - per la mancata segnatura della giornata o dei capi abbattuti, entrambe obbligatorie e per il mancato rispetto della distanza dalle case, fissato in 100 metri o dalle strade, fissato invece in 50 metri". "Sanzioni amministrative e non penali, tengono a sottolineare le guardie della Provincia - che testimoniano la maggior educazione dei cacciatori in confronto agli anni passati". Sono stati sequestrati otto capi, lepri, starne e fagiani, che non erano stati segnalati dagli stessi cacciatori. Nessun verbale di rilevanza pendale è stato elevato dai vigili.
Il carniere, però, secondo gli esperti, non è stato secondo le previsioni: gli abbattimenti sono stati in quantità discreta, non ottimale.
La stagione venatoria si è aperta con l’applicazione delle nuove regole emesse emesso l’11 settembre, in relazione alla legge del 2007, recepita dalla regione Veneto, e che contiene norme riguardanti l’attività venatoria nelle Zps, le zone a protezione speciale. Le regole riguardano, in pratica, l’intero Delta del Po. E’ stata vietata la caccia con pallini di piombo. I cacciatori, nelle valli, hanno potuto sparare ai germani è questo ha condizionato la ricchezza del carniere. Nessun disturbo, invece, da parte degli ambientalisti. Infatti i rappresentanti di Lac, Enpa e No alla Caccia che hanno manifestato ieri contro la caccia e contro l’apertura della stagione venatoria erano tutti in massa nelle campagne del vicentino e non nel territorio polesano.
Gianmario Pellegrini da Taglio di Po è stato uno dei protagonisti di una puntata di 'Uomini e donne', la fortunata trasmissione televisiva in onda su Canale 5